“Diritto all’aborto”? No, pressioni su 1 donna su 5
“Diritto all’aborto”? No, pressioni su 1 donna su 5

Il Secolo XIX ci informa con un articolo dal titolo che sa di amaro. “Aborto: pressioni su una donna su cinque”.

Diffidate da chi vi parla di aborto come libera scelta. Il quotidiano ligure ci informa sulle reali condizioni che spingono una donna ad abortire: “pressioni da parte del partner, l’insistenza dei familiari e quella degli operatori socio-sanitari”.

Uomini che non si vogliono prendere le responsabilità, famiglie che hanno paura della vergogna, ginecologi che offrono facili soluzioni a un “problema”: è questa la realtà, signori e signori. L’aborto non è un diritto nè una libera scelta. A volte non è neppure consapevole.

Così una donna su cinque, tra quelle che affrontano una gravidanza difficile o inattesa, decide di interrompere la gravidanza. A lanciare l’allarme è la Comunità Papa Giovanni XXIII che ha presentato a Bologna le attività svolte nel 2013 a favore delle maternità difficili.

Al “vorrei tenere un figlio ma non posso”, la risposta più frequente è hai diritto a non potere, a scegliere della vita di tuo figlio. Anzi no, non si parla mai di vita del figlio, sarebbe sconveniente. A parte l’Associazionismo che di frequente si trova a svolgere il ruolo delle Istituzioni Pubbliche, nessuno risponde che il vero diritto è quello di poter accogliere il proprio figlio e di assicurargli il dono più prezioso, la vita. A questo le Istituzioni dovrebbero accompagnare un’adeguata politica sociale, di reale tutela e sostegno della donna e del bambino. Dovrebbero, condizionale. Esiste una soluzione più facile: eliminare il problema alla radice. Peccato che il problema sia un bambino e che sottomettere la vita di una persona a delle condizioni economiche, fisiche o psicologiche di qualcun altro che decida per lui… beh, non si inscrive in maniera perfetta nell’idea di diritto. Per di più, la stessa Comunità sottolinea come “se adeguatamente aiutate, la maggior parte delle donne, pur avendo preso in considerazione l’idea di abortire, decide di far nascere il proprio figlio”.

Potremmo creare azioni di lobby, che oggi vanno tanto di moda. Ma il nostro è un volontariato concreto, che si sporca le mani, che non si ferma alle idee, che dà delle risposte concrete.

E allora… Viva la libertà, ma quella vera! E viva la solidarietà, il più importante perno della civiltà!

GS