L’impegno prolife continua.
L’impegno prolife continua.
Irene Pivetta e Marco Alimenti sono i Responsabili nazionali dei Giovani e coordinano le attività del Movimento per la vita rivolte ai ragazzi. Abbiamo intervistato Irene per sapere come ha scoperto il volontariato prolife e quale è il suo impegno per i giovani del MpV.

Irene, 21 anni, ha una lunga storia all’interno del Movimento Per la Vita. Veneta, dopo aver partecipato a diversi Quarenghi sente la “chiamata” ad impegnarsi in prima persona. Umanista di formazione, la contraddistingue la dolcezza e la dinamicità: sempre pronta a mettersi a servizio dell’altro, ma semrpe con uno sguardo di tenerezza.

Irene Pivetta, responsabile nazionale dei giovani MPV
Irene Pivetta, responsabile nazionale dei giovani MPV

I giovani dell’Equipe: “Loro sì, che cambiano il mondo” ho pensato, chiedendomi se potessi farlo anche io”.

Irene, dove nasce il tuo impegno nel MPV? 

Il momento esatto so bene qual è, quell’attimo in cui ho pensato “è ora di impegnarsi qui, e di farlo sul serio”. Era il mio secondo Quarenghi e la mattina del sabato sedevano sul palco, davanti a noi, tutti i giovani dell’Equipe nazionale. E raccontavano con una semplicità disarmante il loro servizio nel volontariato prolife. “Loro sì, che cambiano il mondo” ho pensato, chiedendomi se potessi farlo anche io. Durante il Quarenghi successivo, il loro entusiasmo, quei sorrisi e quella complicità nel cammino che
condividevano, la consapevolezza e la dedizione con cui parlavano della vita umana mi hanno confermato che nel servizio alla vita stava la direzione che volevo anche per me. L’impegno si è concretizzato inizialmente con la partecipazione al viaggio a Strasburgo, ai seminari Quarenghi in estate e primavera, agli incontri regionali e poi con l’organizzazione di incontri per i giovani del Veneto, di cui
sono responsabile insieme a Marino Pelosato.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto ad accettare l’incarico?

Ho accettato l’incarico che mi è stato affidato perché servire la vita è il primo grande e fondamentale passo per prendersi cura del mondo e ho accettato questa sfida, come un caro amico mi ha suggerito di fare, per la mia stessa speranza: per farla crescere e viverla nelle sfide piccole di ogni giorno, per donarla a chi incontro e soprattutto a chi non riesce a trovarla in sé. E, indubbiamente, per lavorare insieme ai giovani dell’equipe: determinati e inarrestabili!

Come è stato entrare in Equipe? 

L’Equipe è una sfida stimolante in cui misurarsi e conoscersi, nonché una finestra aperta sul mondo, una posizione privilegiata per meravigliarsi, indignarsi, confrontarsi e guardare con curiosità e interesse le cose che accadono, le storie di tante persone e le battaglie che l’uomo è chiamato ad affrontare. Entrare in equipe è stata la scelta impegnativa e consapevole di metterci la faccia, in questo servizio alla vita che richiede una formazione accurata e profonda, una grande sensibilità e una testimonianza quotidiana
di uno spassionato attaccamento alla vita. E la faccia tosta, a volte, di andare controcorrente. Ma cominciare a far parte di questo gruppo ha significato, soprattutto, trovare amici preziosi con cui condividere questa avventura, e molte altre.

“Dal volontariato per la vita deriva un prezioso senso di pienezza, così caro e così desiderato da noi giovani, e quella capacità tutta speciale di riconoscere l’umanità”.

Cosa regala il volontariato per la vita ai ragazzi e alle ragazze? 

Potrei fare una lista lunghissima per rispondere a questa domanda. Credo che il volontariato per la vita regali la grande opportunità di diventare protagonisti coscienti della propria vita, delle proprie scelte, perché insegna l’importanza di conoscere e indagare in profondità il mondo, per non delegare a nessun altro la facoltà di riconoscere ciò che è giusto, ciò che vale; ne deriva un prezioso senso di pienezza, così caro e così desiderato da noi giovani, e quella capacità tutta speciale di riconoscere l’umanità nelle nostre relazioni e nelle situazioni che viviamo. Penso possa essere una grande occasione di crescita, soprattutto perché è arricchita dall’incontro con persone straordinarie, con amici così cari che diventano una seconda famiglia. Papa Francesco ci ha ricordato che la nostra società ha bisogno di testimoni, più che di maestri: il Movimento è formato da tanti testimoni appassionati e innamorati della vita e forse è questo il regalo più grande che qui ragazzi e ragazze trovano!

Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere insieme all’Equipe giovani?

L’obiettivo principale è portare nelle università e nelle scuole, luoghi di discussione e formazione per eccellenza, i temi di bioetica che più ci stanno a cuore e far conoscere a quanti più giovani possibili l’attività dei giovani del Movimento per la Vita, sia per avvicinarli al nostro servizio sia per proporre loro un’occasione speciale di riflessione e crescita. In secondo luogo, rafforzare una rete di collaborazione
e sinergia tra le regioni, così da rendere più incisiva la nostra presenza nelle piccole e grandi realtà locali.
Inoltre, consolidare ed approfondire la nostra formazione, ampliando le nostre competenze specifiche, per rendere più efficace il nostro servizio ed infine essere testimoni veritieri ed entusiasti della nostra scelta e delle nostre idee per tutti i giovani che incontriamo.

 

GS