Orrore in Polonia: neonato Down lasciato morire in ospedale.
Orrore in Polonia: neonato Down lasciato morire in ospedale.

Un neonato affetto da sindrome di Down è stato lasciato morire, senza alcun soccorso, in un ospedale di Varsavia. Il piccolo, sopravvissuto a un maldestro tentativo di aborto, è stato visto morire dopo un’ora di pianto ininterrotto mentre lo staff medico e gli infermieri della clinica stavano a guardare. L’assurdità di questa storia, raccontata da diretti testimoni alla Republika Television, ha inorridito il mondo intero. Anna Wiejak, la giornalista che ha diffuso per prima l’episodio ha ricordato: “Il pianto di quel bambino è stato talmente traumatico per il personale che loro stessi hanno ammesso che non potranno mai dimenticarlo”.

Dorota Jaslowska-Niemyska, portavoce dell’ospedale, si è limitata a constatare che il personale ha semplicemente seguito quanto previsto dalla legge. Tuttavia alle domande dei giornalisti che chiedevano se il bambino fosse nato vivo Jaslowska ha risposto dicendo che non poteva parlare di questi dettagli e non le era permesso commentare i dettagli della procedura. Le associazioni prolife polacche hanno insistito affinchè la Procura si occupasse della vicenda.

Il codice etico dei medici in Polonia dice chiaramente che il bambino non ancora nato è un paziente e come tale va curato e protetto.

La Procura ha ora avviato un’indagine sull’ospedale e il suo personale che ora rischia una condanna per omissione di soccorso e per omicidio: il codice etico dei medici in Polonia dice chiaramente che il bambino non ancora nato è un paziente e come tale va curato e protetto, senza contare che per il codice penale polacco ogni bambino appena nato è un “bambino” a tutti gli effetti e quindi la sua vita va tutelata. Il piccolo era  “nato” ad appena 24 settimane, a causa tentativo di aborto, un’età davvero critica, tuttavia in medicina ci sono diversi casi di bambini così piccoli sopravvissuti grazie a cure tempestive.

Anche i Vescovi polacchi sono intervenuti sulla vicenda: “occorre prendersi cura di ogni persona, specialmente quanti sono completamente bisognosi di aiuto e di dipendenti da noi. Questo è un modo concreto di vivere il comandamento dell’amore fraterno”. Allo stesso tempo la Diocesi di Varsavia sta valutando la possibilità di cambiare il nome dell’ospedale che al momento è intitolato alla Holy Family, la Sacra Famiglia.

I movimenti prolife hanno anche interpellato il Parlamento che in questi giorni è impegnato, attraverso un commissione speciale, nella revisione della legge nazionale sull’aborto. Attualmente in Polonia l’aborto è consentito solo per i casi di violenza, pericolo per la salute della donna e gravi malattie del bambino. L’intento del Parlamento è quello di limitare ancora di più il ricorso all’aborto ai soli casi di pericolo per la salute della donna.

L’intento del Parlamento è quello di limitare ancora di più il ricorso all’aborto.

Non si è fatta attendere la risposta degli attivisti abortisti. Kazimiera Szczuka ha commentato alla AFP: “adottare una legge simile sull’aborto è una violazione dei diritti umani, avremo molti più bambini malati e questo sarà un costo considerevole per gli ospedali”. Ancora una volta siamo costretti ad ascoltare la triste matematica di chi vuole la dignità della persona legata a un calcolo di convenienza o al giudizio arbitrario degli altri, una logica che ha segnato le pagine più buie della storia europea. E proprio l’Europa dovrebbe decidersi a ribadire univocamente la dignità di tutti gli esseri a partire dai più indifesi, come il bambino concepito e non ancora nato.