Trump interviene sull’aborto: tutti arrabbiati.
Trump interviene sull’aborto: tutti arrabbiati.

Uno dei candidati repubblicani alla Casa Bianca, il miliardario Donald Trump, è intervenuto sul tema dell’aborto, prima in modo polemico e poi correggendo le sue dichiarazioni… Nonostante ciò abbia finalmente sollevato il tema dell’aborto nella campagna elettorale, finora silenziosa sull’argomento, le affermazioni di Trump hanno irritato i movimenti prolife americani.

Inizialmente  il candidato ha affermato a Chris Matthews della MSNBC che se l’aborto fosse vietato da una legge avrebbe dovuto comportare una qualche pena per le donne che vi hanno fatto ricorso. La dichiarazione ha presto sollevato numerose proteste. Nel tentativo di rimediare all’affermazione lo staff del candidato ha quindi corretto il tiro:  la questione è complessa e in caso di vittoria, nella corsa alla presidenza, le decisioni sull’aborto saranno lasciate ai singoli Stati.

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J. Mancini portavoce della March for Life Fund.

“Nessun prolife vorrebbe punire le donne che hanno abortito, cioè è esattamente l’opposto di ciò in cui noi crediamo”. J. Mancini portavoce della March for Life Fund.

Tuttavia il clamore sui media è continuato finché Trump non ha nuovamente  corretto le affermazioni dell’intervista. Poco dopo ha dichiarato: “se il Congresso approvasse una legge rendendo l’aborto illegale o, ugualmente, fossero i singoli Stati a vietare l’aborto, andrebbero considerati legalmente responsabili i dottori e quanti collaborano a questo atto illegale. La donna è una vittima al pari della vita che ha nel grembo”.

Non solo i rivali democratici, ma anche gli altri candidati repubblicani schierati contro l’aborto,  hanno preso le distanze da Trump. Ted Cruz, attualmente governatore del Texas e rivale repubblicano nella corsa alla Presidenza, lo ha accusato di aver danneggiato quanti si battono contro l’aborto “dimostrando di non aver seriamente ragionato sulla questione”. Chad Sweet, che guida la campagna di Cruz ha dichiarato alla CNN: “condividiamo la posizione dei movimenti prolife che per anni si sono concentrati chiedendo di punire quanti praticano l’aborto e non le donne che hanno abortito”.

J. Mancini portavoce della March for Life ha dichiarato “le parole pronunciate oggi da Trump sono completamente prive di senso, nei confronti della realtà prolife e ancor più nei confronti delle donne che hanno scelto una cosa tanto triste come l’aborto, spesso in un momento di disperazione e che poi hanno profondamente rimpianto questa scelta”. La Mancini ha poi ribadito “nessun prolife vorrebbe punire le donne che hanno abortito, cioè è esattamente l’opposto di ciò in cui noi crediamo. Noi invitiamo le donne a considerare percorsi di guarigione, non di punizione!”.