Allarme “Breast Ironing” in Inghilterra.
Allarme “Breast Ironing” in Inghilterra.

Potrebbero essere 1.000 le ragazze che hanno subito questa forma di violenza nel Regno Unito. Una stima allarmante che ha mosso anche il Parlamento inglese, su iniziativa del deputato J. Berry. Le autorità inglesi stanno discutendo l’opportunità di considerare la pratica del breast ironing al pari di altre mutilazioni genitali femminili (abbreviato con FGM, female genital mutilation) per poter meglio contrastare la diffusione del fenomeno. In particolare l’assimilazione alle FGM permetterà al personale medico e ad altri professionisti di avere procedure standard e percorsi istituzionali per affrontare gli episodi e segnalare alle autorità le situazioni di pericolo.

Karen Bradley
Karen Bradley, Ministro degli Interni del Regno Unito.

Si tratta di abusi sui bambini. È illegale, è un crimine e non è accettabile… Occorre dare ai professionisti la consapevolezza che si tratta di qualcosa a cui essere attenti, devono saper riconoscerne i segni e sapere che azioni intraprendere“. K. Bradley, Ministro degli interni del Regno Unito.

La pratica del breast ironing consiste nel mutilare il seno femminile in modo da evitarne lo sviluppo: il risultato è ottenuto attraverso oggetti bollenti posati sul petto delle ragazze e delle bambine (da cui il nome che letteralmente vuol dire “stirare il seno”). Come per altre forme di mutilazioni femminili questa atrocità avviene spesso in contesti familiari ed è praticata dalle madri o da altre donne anziane interne al gruppo familiare. La motivazione di tanta violenza? Ridurre la desiderabilità delle ragazze agli occhi degli uomini e proteggerle così da violenze sessuali o da gravidanze precoci. Ovviamente i risultati sono ben altri. Oltre al dolore fisico, questa pratica porta gravi problemi psicologici e medici: malformazioni permanenti del seno, rischio di asportazione totale, propensione a sviluppare cisti e forme tumorali. Si pensa che il fenomeno abbia avuto origine in Camerun e da lì si sia diffuso seguendo i flussi migratori in Nigeria, Benin e Ciad, fino ad essere registrato anche in Europa.

Secondo J. Berry che ha lanciato l’allarme “gli episodi riportati dalla stampa dimostrano che il fenomeno è endemico e gli esperti credono che sia praticato tra i camerunesi che vivono attualmente nel Regno Unito”. Il Ministro degli interni, Karen Bradley ha dichiarato: “si tratta di abusi sui bambini. È illegale, è un crimine e non è accettabile”. Tuttavia oggi un poliziotto su sette in Inghilterra non sa nemmeno cosa sia questa pratica. La Bradley ha aggiunto “occorre dare ai professionisti la consapevolezza che si tratta di qualcosa a cui essere attenti, devono saper riconoscerne i segni e sapere che azioni intraprendere”.

Come prolife e come giovani è normale rifiutare qualsiasi orma di violenza. Questa particolare forma di abuso ci interpella in modo speciale però: da una parte colpisce ragazze e bambine particolarmente indifese, dall’altra viene praticata come prevenzione della gravidanza. Una combinazione che ci dice quanto sia urgente educare al rispetto della dignità umana e costruire con il dialogo la cultura dell’accoglienza della vita nascente. Non è con la violenza preventiva che si contrasta la violenza, ma attraverso e l’ascolto delle donne, un’esperienza quotidiana per tutti i volontari dei Centri di Aiuto alla Vita. Anche loro oggi sono chiamati ad una attenzione ancora maggiore di fronte a queste nuove, seppur ancestrali, minacce alla dignità della donna.