Seminario Quarenghi primaverile, è solo l’inizio.
Seminario Quarenghi primaverile, è solo l’inizio.

Di ritorno dalla mia prima esperienza di Quarenghi primaverile, provo a fare un piccolo resoconto delle mie impressioni, di quello che mi porto a casa. Premetto che mi sono affacciata alla realtà prolife solo da alcuni mesi; non che prima non lo fossi, semplicemente ora sto diventando più attiva nel sostenere la vita nascente, e più consapevole nel promuoverla. La consapevolezza, e di conseguenza anche l’azione, è aumentata in me grazie alla in-formazione e alla formazione… Partecipare al Quarenghi è stato assolutamente necessario, visto il movimento contrario della maggioranza delle persone in questi ultimi 50 anni.

Dico la maggioranza, non tutti. Sì, eravamo in minoranza anche ad occupare i posti dell’aula magna del Policlinico dell’Università La Sapienza, però c’eravamo, ad ascoltare, a chiedere, a dialogare, ad assorbire come spugne informazioni che non avremmo potuto recepire se non lì; ad esempio,  l’incontro dove un sacerdote della Chiesa Cattolica, un esponente della Chiesa Evangelica Pentecostale, e un Imam della moschea del quartiere Centocelle di Roma si sono confrontati in un dialogo aperto ad interrogativi profondi sul diritto alla vita nelle religioni in un dibattito sempre più urgente. Finchè c’è ancora qualcuno, anche minoranza, c’è speranza.

La cosa che mi ha colpito particolarmente, e che forse è una delle motivazioni all’ origine della mia scelta di aderire al Movimento per la Vita, è proprio l’accoglienza, non solo dell’altro ma di tutto ciò che porta con sè: con questa è stato arricchito ogni incontro formativo, ogni momento di condivisione più spontaneo, come i pasti condivisi e i momenti liberi, e anche il mitico AperiVita, vista Colosseo. Mi sono sentita a casa, mi sono sentita subito integrata anche se non conoscevo quasi nessuno, mi sono sentita capita e parte di un gruppo, pur conservando la mia identità.

Con lo stile dell’accoglienza alla vita che contraddistingue questo Movimento, e di conseguenza i giovani che volontariamente vi aderiscono. Ci sarebbe stato bisogno di molto altro: giorni, dibattiti, domande, altri giovani soprattutto. Per questo c’è il Quarenghi estivo!!!

Maggie Savini