Quel pasticciaccio delle unioni civili.
Quel pasticciaccio delle unioni civili.

Dico “quel” pasticcio e non “questo” perchè la legge sulle unioni civili la conosciamo e la discutiamo da mesi, ovunque, fuorché in Parlamento. Più o meno da dicembre quando il premier Mattero Renzi, un mese prima del Family Day assicurava: “farò di tutto affinché il dibattito sulle unioni civili sarà il più serio possibile. Non è un provvedimento che il Governo immagina come uno su cui inserire l’elemento della fiducia”. Il premier avrebbe potuto aggiungere anche “state sereni”, visto il voto di ieri.

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Monica Cirinnà, firmataria del disegno di legge sulle unioni civili, durante un’intervista.

Contro la scelta del voto di fiducia e contro la legge si è espresso il Presidente del Movimento per la Vita italiano, Gian Luigi Gigli che l’ha definito “una forzatura, finalizzata a restringere lo spazio per il voto di coscienza”. Gigli ha aggiunto: “questa legge è iniqua perché, per dirla come Don Milani, con essa si fanno parti uguali tra disuguali”. Infatti la Corte Costituzionale, nel 2010, ha dichiarato che “le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio”, ma la legge Cirinnà estende “ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso” le disposizioni che contengono la parola “coniuge”.

La confusione è inevitabile. Il pasticcio è ammesso anche da quanti fino a ieri sostenevano la legge sviando, e anche svilendo, il dibattito. Il Corriere della sera non ha perso tempo a elencare i problemi della nuova legge rilanciando l’allarme del penalista Gatta sugli “effetti per così dire indiretti e non ponderati”: dalla punibilità della bigamia a un lungo elenco di incongruenze penali. Questo accade perché le unioni civili non sono matrimoni e per la Costituzione italiana la famiglia è “fondata sul matrimonio”.

Papa Francesco ci aveva messo in guardia: gli orrori del secolo XX “non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del pensiero unico”. Noi vogliamo mantenere libera la nostra coscienza e continueremo a “ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma”. Questo pasticciaccio, come direbbe Gadda, rischia di essere una vera e propria catastrofe, “un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo”.

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Foto copertina: amboo who?