Arresto Antinori. Basta con lo sfruttamento del corpo femminile
Arresto Antinori. Basta con lo sfruttamento del corpo femminile

Il corpo femminile non può essere oggetto di violenza, ma neanche di commercializzazione. Se i capi d’accusa fossero confermati, l’arresto di Severino Antinori, uno dei protagonisti del far west della fecondazione in vitro, aprirebbe scenari ancor più inquietanti sulla commercializzazione di parti del corpo umano che sta dietro alla procreazione artificiale.

È necessario ripetere che non esiste vera donazione di gameti né vera maternità surrogata per scopi altruistici. Vengono piuttosto comprati i gameti o affittato l’utero di donne in condizioni di bisogno. La violenza di chi sfrutta il bisogno dei poveri è forse meno grave di quella a cui si riferiscono i fatti di cronaca di oggi, ma non per questo meno esecrabile.

Gravissimo, invece, che vi siano Regioni italiane, come la Toscana e il Friuli Venezia Giulia, che per sopperire alla carenza di vere donazioni di gameti, al cui prelievo nessuna donna di buon senso è disposta a sottoporsi, facciano ricorso all’acquisto di gameti in altri Stati. Lo ha dichiarato l’On. Gian Luigi Gigli, Presidente del Movimento per la Vita Italiano.