Come nasce un MOVIT.
Come nasce un MOVIT.

Intervistiamo Antonella Chiavassa, Presidente del Movit Sapienza di Roma.

Come nasce l’idea di un movimento pro life nell’ambiente universitario?
I fondatori del Movit sono tutti ragazzi vicini al Movimento per la Vita, a cui l’associazione stessa si ispira. Col tempo ci si è resi conto che era necessario diventare attivi protagonisti nel dibattito etico. Dovevamo anche noi “sporcarci le mani”, non potevamo continuare ad essere spettatori. Alcuni valori, tra cui il rispetto perla vita, sono fondamentali per l’uomo e quale ambiente migliore per parlarne se non quello universitario, dove si forma l’uomo del futuro.

movit sapienza
Un momento del dibattito organizzato dal MOVIT Sapienza a Roma.

Che attività propone il Movit?
Il Movit si propone di creare un dibattito su temi bioetici, biomedici e biogiuridici. Per fare questo sono previsti convegni, tavole rotonde con “esperti del settore” ma anche testimonianze. Per mantenere il clima di amicizia in cui operiamo, programmiamo anche cineforum e l’AperiVita, che è un’occasione di convivialità in cui potersi confrontare.

Sensibilizzare i giovani universitari riguardo i temi bioetici come può arricchire il loro percorso formativo, qualunque esso sia?
A volte i giovani ( ma non solo loro) sembra che vivano distaccati dalla realtà o si approcciano ad essa in maniera superficiale. Proporre un dialogo con studenti coetanei e non solo può aiutare a prendere coscienza della mancanza di etica che a volte muove le nostre scelte e anche quelle, per esempio, dei politici; a riscoprire i valori guida della nostra vita e a formare un uomo che, in qualsiasi ambito, si riveli essere un uomo pensante in grado di prendere una posizione, di fare delle scelte.

I giovani si ritrovano immersi nel vortice della superficialità e della disinformazione. Ma in tutta questa confusione che ci circonda a noi piace fare quello per cui siamo qui: testimoniare, con semplicità. Antonella Chiavassa, Presidente del Movit Sapienza di Roma.

Il tema della vita è un tema che divide. Come intendete porvi ad un pubblico eterogeneo e di diversa opinione?
L’idea diffusa è che di temi etici si occupi solo la Chiesa. Sbagliato. C’è un popolo della vita, silenzioso, che la difende ogni giorno. Per questo le nostre conferenze avranno il più possibile una matrice laica, interculturale e interreligiosa, aperte al massimo del dialogo ed eterogenee dal punto di vista dei relatori; ci saranno medici, giuristi, politici che descriveranno la realtà dei fatti con rigorosa precisione numerica. E ci saranno testimonianze che smuoveranno le coscienze, per dimostrare quanto anche i nostri coetanei ventenni possano essere chiamati a scelte non facili, ma coraggiose.

Quanta disinformazione c’è su questi temi?
Purtroppo tanta. Quasi tutti i giornali e i telegiornali manipolano la verità, illudendo l’uomo di avere i superpoteri e di poter fare ciò che vuole della sua vita e di quella degli altri, soprattutto dei più indifesi. Solo i giornali di stampo cattolico appoggiano i temi etici e questo è un punto a nostro sfavore. La vita e la sua importanza ormai non fanno più notizia. E i giovani si ritrovano immersi nel vortice della superficialità e della disinformazione. Ma in tutta questa confusione che ci circonda a noi piace fare quello per cui siamo qui: testimoniare, con semplicità. I fatti raccontano più delle parole.

Intervista realizzata da un operatore del Cav roma talenti per “La Voce della Vita” Anno I -N.8 – aprile 2016, p. 10