Utero in affitto, agenzia Usa bloccata in Italia .
Utero in affitto, agenzia Usa bloccata in Italia .

L’agenzia californiana interrompe il tour in Italia tra le polemiche dopo le inchieste giornalistiche.

Un lussuoso albergo al centro di Roma, cinque coppie eterosessuali e un incalzante agente promotore per la maternità surrogata: è questo il quadro che emerge da una interessante – per quanto drammatica – inchiesta del Corriere della Sera che racconta l’operato ai limiti della legalità di una agenzia americana, la Extraordinary Conceptions. Fondata e gestita dal promoter Mario Caballero, l’agenzia californiana da più di dieci anni si occupa di soddisfare i capricci delle coppie che intendono avviare le pratiche per l’utero in affitto in altri paesi, laddove la legislazione nazionale lo considera reato. In Italia, il 2 e il 3 giugno, Extraordinary Conceptions ha tenuto una tappa del Tour europeo 2016. Tuttavia dopo le inchieste del Corriere della Sera e Avvenire, oltre che per le interrogazioni parlamentari sollevate da numerosi deputati, il tour italiano è stato interrotto tra le polemiche.

Cifre da capogiro che vanno dai 130mila fino ai 160mila dollari, mentre un pool di avvocati italiani si occupa di elaborare pratiche impeccabili ai limiti della legalità.

Il figlio a chilometri zero. – I tempi sono cambiati da quando per avere il figlio fai-da-te bisognava recarsi nella clinica della Biotexcom, leader nel settore della riproduzione assistita in Ucraina e nel mondo, per scegliere proprio futuro bambino da dettagliati cataloghi. Ora sono i promoter di agenzie specializzate ad incontrare le coppie direttamente nei Paesi di appartenenza. Tuttavia c’è una costante: i copiosi compensi, indice del fatto che dietro alle sentimentali e ipocrite proposte di aiuto vi sia un vero e proprio business internazionale. Cifre da capogiro che vanno dai 130mila fino ai 160mila dollari, mentre un pool di avvocati italiani si occupa di elaborare pratiche impeccabili ai limiti della legalità. Infatti, la legislazione italiana non permette la pratica dell’utero in affitto e, allo stesso tempo, condanna «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità» (art. 12, punto 6, L.40/2004).

Una proposta lungimirante. – Il caso della Extraordinary Conceptions è, purtroppo, uno dei tanti. Ormai la rapida espansione di questa aberrante pratica sta contagiando larga parte dei Paesi del mondo. L’Italia resta, forse per poco, uno dei Paesi che non intende inserirla nell’ordinamento. A tal proposito, sebbene la notizia sui media nazionali non abbia trovato grande rilevanza, alla fine del mese di marzo Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la Vita, ha presentato proposta di legge che intende perseguire il reato di maternità surrogata commesso all’estero dai cittadini italiani. Il contenuto della proposta di legge, di cui Gigli è il primo firmatario, intende perseguire questo reato commesso dal cittadino italiano all’estero inserendolo tra le cosiddette “disposizioni speciali” previste al n. 5 dell’articolo 7 del codice penale, come già avviene per la tratta degli esseri umani”.

Questi fatti devono farci riflettere. Di fronte alle potenti lobby del mercato riproduttivo non possiamo rimanere indifferenti. Innanzitutto è doveroso denunciare e lavorare affinché una sana e razionale cultura della vita diventi una valida alternativa della logica del figlio fai-da-te. Riconoscere pienamente la dignità umana significa, soprattutto, respingere con forza e determinazione ogni sua commercializzazione. Senza mezzi termini: l’utero in affitto è nuova la schiavitù del terzo millennio travestita da conquista libertaria.

Massimo Magliocchetti