Maternità 2.0:  procreazione o produzione?
Maternità 2.0: procreazione o produzione?

Parlare di maternità in questi nostri anni non è neppure apparentemente facile, eppure bisogna tentare, provando a rimettere ordine tra le idee, le immagini e i problemi che si affastellano in modo caotico dietro a questa parola giovane e antica. L’idea di maternità evoca immediatamente la presenza di una madre, la donna che ha concepito e partorito (secondo il vocabolario Treccani), ma anche il legame con le origini che si esplicita meglio in tante espressioni come la Dea Madre, Madre Natura, Madre Lingua, Casa Madre, Madre Terra, Madre Patria. Le due immagini, la madre e le origini, portano in sé la realtà della figliolanza, della filiazione: se c’è una madre c’è anche un figlio e la maternità esprime e sottintende questa relazione, suggerendo anche l’esistenza di un padre. Le relazioni tra quelle che possiamo chiamare le “figure” di madre, padre, figlio, manifestano i ruoli specifici di ognuno, anche in virtù delle differenze sessuali: la relazione generativa è quella tra madre e padre, mentre tutte le relazioni tra i tre attori possono essere feconde, ma anche critiche, conflittuali, affettuose, e così via … Scavando quindi nella realtà della maternità si giunge ad apprezzare la preziosità della differenza, anzi la necessità della differenza: la differenza porta in dote la potenzialità generativa.

Dalla diversità nasce la novità, sia in senso biologico che in senso ideale. Purtroppo la diversità espone anche al rischio della discriminazione che si manifesta quando soggetti uguali vengono trattati in modo diverso, ma anche quando soggetti diversi vengono trattati in modo uguale.C’è chi propone di cancellare la diversità pensando di eliminare le occasioni di discriminazione: in grande auge son oggi le teorie del gender secondo cui la differenza maschio-femmina non ha alcun fondamento nella realtà: qualsiasi rappresentazione della sessualità, come dei ruoli sociali, passa attraverso la cultura, tutto è cultura, tutto è costruito, tutto è mutevole, tutto è fluido, tutto è convenzione. Come si fa a smantellare la diversità maschile-femminile? Si comincia con il dissociare l’attività sessuale dalla procreazione promuovendo contraccezione e aborto, poi va resecato il legame tra procreazione e sesso inventando e diffondendo le tecniche di fecondazione artificiale, infine bisogna nobilitare l’idea di maternità surrogata, in pratica l’utero in affitto. L’attacco frontale è proprio al concetto di Maternità ! Con la ricchezza delle sue caratteristiche che abbiamo appena accennato: quelle della relazione tra le persone, della differenza principio di fecondità, del coinvolgimento sentimentale, della certezza delle origini.

La madre surrogata è gravida per altri. Cosa è un surrogato? E’ un prodotto sostitutivo di qualità inferiore all’originale. Si affitta una donna, il suo utero, per soldi, spesso per pochi soldi, riducendo il ruolo di madre a quello di fattrice. Con un colpo solo si cancellano i ruoli, le relazioni biologiche e psichiche, la dignità delle persone, il bambino diviene un oggetto, non conoscerà sua madre nè le sue origini vivendo così la condizione di una nuova orfanità.Contrastare questa deriva è possibile riconoscendo l’esistenza di queste ideologie distruttive, evidenziandone tutta la loro potenzialità anti-umana, e coltivando il valore senza tempo della maternità come relazione di amore.

Andrea Filoscia