Quarenghi 2016, l’Equipe dei giovani si racconta
Quarenghi 2016, l’Equipe dei giovani si racconta

Penultima giornata di lavori al Life Happening “V. Quarenghi” dei giovani del Movimento per la Vita, in programma a Cetraro (Cosenza) fino al 31 luglio. La giornata di ieri, venerdì 29, ha dato ampio spazio alle testimonianze di vita dei componenti dell’équipe giovani del MPV. A ciascuno degli intervenuti è stato chiesto di portare una frase significativa per la propria esperienza umana, di amicizia e di volontariato. Un mosaico di storie differenti, tutte accomunate da una forte determinazione nella difesa della vita umana e dalla certezza di svolgere qualcosa di importante, di ‘eroico’, per richiamare il titolo della manifestazione di quest’anno (“AAA Eroi cercasi).

Per Emanuele Petrilli, uno dei “veterani” del gruppo giovani, «il MPV mi ha dato un nuovo modo di pensare, di vivere e di pormi di fronte al mondo», ed è certamente per questo che «quando la magia del Quarenghi finisce, si deve andare avanti anche con le amarezze della vita». Giuseppe Grande, che ricopre anche la carica di vicepresidente del Movimento per la Vita, si è soffermato sulla necessità di «Amare, difendere e servire la vita, ogni vita umana». Necessità confermata anche da Mariantonietta Di Palma, per la quale «la differenza che possiamo fare nel volontariato per la vita è l’ascolto e l’accoglienza, fino a rendere la donna un’eroina capace di accogliere e amare il suo bambino». Un impegno che per Francesco Contigiani, del MPV dell’Umbria, va preso «con cuore e fantasia». Matteo Cioè, responsabile giovani del Lazio,‬ spiega l’ottica in cui il giovane prolife dovrebbe vivere il suo impegno al servizio della ‪vita‬ con una celebre frase di Gandalf, personaggio della saga de “Il Signore degli anelli”: «non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare».

Per Piergiorgio Dellagiulia, insegnante di Religione, è invece importante ricordare che «si può spendere qualcosa per gli altri solo se si ritiene che quello che si vive sia davvero importante, ecco perché per lavorare per gli altri serve prima saper lavorare su se stessi». Tanta umiltà, dunque, perché, per Daniela Sensini, content editor in una società di formazione aziendale, «è proprio quando ci sentiamo più poveri che la vita, come una madre, cuce per noi il vestito più bello».