Le parole scomode di Papa Francesco: divani e gender.
Le parole scomode di Papa Francesco: divani e gender.

In tutti gli appuntamenti pubblici papa Francesco non usa mezzi termini: durante la GMG di Cracovia il Pontefice  ha lanciato ai giovani due appelli ugualmente importanti: essere protagonisti e avere spirito critico!

Per Francesco bisogna stare attenti alla felicità da divano: “non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta”. Il papa ha aggiunto “voi siete un’opportunità per il futuro. Abbiate il coraggio di insegnarci, abbiate il coraggio di insegnare a noi che è più facile costruire ponti che innalzare muri”.

Il momento della veglia alla GMG di Cracovia.
Il momento della veglia alla GMG di Cracovia.

Siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. Papa Francesco.

Ma il Pontefice ha chiesto anche un esercizio di critica vigile: “siate voi i nostri accusatori, se noi scegliamo la via dei muri, la via dell’inimicizia, la via della guerra. Costruire ponti: sapete qual è il primo ponte da costruire? Un ponte che possiamo realizzare qui e ora: stringerci la mano, darci la mano”. Vigilanza che Francesco non ha mancato di richiamare affrontando le derive ideologiche con i vescovi polacchi: “E una di queste, lo dico chiaramente con “nome e cognome”, è il gender! Oggi ai bambini a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi”.

È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Benedetto XVI

Francesco in Polonia ha richiamato il Papa emerito Benedetto XVI, che nella enciclica Caritas in Veritate aveva già posto il problema della coerenza nell’educazione dei giovani: “È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali” (n. 51).

 

Copertina: Flickr/ Roman Boyko – Sadness