I giovani prolife romani vanno in scena con “La misura dell’Amore”.
I giovani prolife romani vanno in scena con “La misura dell’Amore”.

Il Movimento per la Vita celebra Madre Teresa il 3 settembre con un evento a Santa Anastasia.

Sabato 3 settembre il Movimento per la Vita italiano celebrerà la figura di Madre Teresa di Calcutta in occasione della sua canonizzazione. A Roma, nella Basilica di Santa Anastasia, i prolife italiani si incontreranno per partecipare all’evento dal titolo “Dateli a me”. Oltre agli interventi Gian Luigi Gigli, Carlo Casini e all’esibizione del M° Caruso, in scaletta è previsto lo spettacolo di danza e recitazione dal titolo “La misura dell’Amore”, scritto e messo in scena dai ragazzi del Centro Aiuto alla Vita Roma Talenti (Cav), sotto la direzione di Chiara Nardi, Giulia Maria Gallo e Carol Cristofari.

Abbiamo incontrato Chiara Nardi, organizzatrice dello spettacolo e presidente del Cav Roma Talenti.
Rappresentare la storia e la personalità di Madre Teresa è certamente un compito difficile. A cosa vi siete ispirati per rendere al meglio le qualità di una donna così forte e determinante per la vita di migliaia di bambini?
È vero, non è facile e il carico che sentiamo addosso è molto perché riuscire a rappresentare tutto quello che è stata e che ha fatto non è facile. Per farlo al meglio siamo partite dalle sue preghiere, dalla sua vita, abbiamo visto il film, letto alcuni libri e cercato poi di estrapolare dei quadri che potessero rappresentare le parti salienti del suo percorso.
E poi è stato importante per noi, direi fondamentale, pregare tanto per chiedere aiuto nella realizzazione di questo spettacolo. Madre Teresa è stata veramente capace di vedere nel più povero dei poveri il Signore: questo le ha permesso di portare avanti la sua vocazione, per tutta la vita, nonostante i suoi momenti “bui”.
MT“La misura dell’Amore” è un titolo molto evocativo. Quali sono i temi che intende sviluppare?
Sì, il titolo è molto importante e le tematiche che abbiamo deciso di affrontare sono un po’ le grandi “tappe” della sua vita. Partiamo dalla vocazione per arrivare al momento della “notte oscura”, al continuo affidamento a Dio, alla cura dei poveri, all’aborto e alla difesa della vita. Ogni quadro sarà sviluppato in varie fasi e scene.
La Canonizzazione della religiosa albanese è un evento storico e il vostro spettacolo, inserito tra i vari eventi del Movimento per la Vita, vi rende protagonisti. Come sentite questa responsabilità?
Come dicevo nella prima risposta il carico che sentiamo è tanto, anche perché essendo oltre che artisti anche giovani prolife per noi Madre Teresa è “il” simbolo della difesa della vita nascente. Le sue preghiere e il suo impegno sono tutto ciò che ci incoraggia sempre a continuare questa nostra battaglia. Il famosissimo “Inno alla vita” possiamo dire che sia l’inno del MPV.
La grande partecipazione all’evento dei giovani prolife è tanto un segno di speranza quanto segno tangibile del fruttuoso operato del Movimento per la Vita in questi anni. Madre Teresa è sempre stata molto attenta a veicolare ai giovani la cultura della vita. Cosa vi rimane del suo operato?
Penso che le Sue parole contenute nell’ “Inno alla vita” possano esprimere perfettamente quello che ci rimane del suo operato.

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, conservala.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.