Esce dal coma dopo quattro anni. Gigli: «paladini dell’eutanasia riflettano»
Esce dal coma dopo quattro anni. Gigli: «paladini dell’eutanasia riflettano»

A Messina c’è la prova che la vita pulsa anche nello stato vegetativo

 Da Messina arriva una storia incredibile. Un donna si risveglia dal coma profondo dopo quattro anni tra la gioia dei parenti che gridano al «miracolo» e lo stupore dei medici che parlano di «caso rarissimo». Il caso della signora Rosalba non è solo «straordinario», commenta Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita italiano, ma è «l’ennesima dimostrazione che la vita continua a pulsare anche nello stato vegetativo e che quest’ultimo non è sinonimo della parola “fine”».

La notizia ha fatto subito il giro del mondo e ha riportato al centro del dibattito i temi del fine vita e del testamento biologico. «Ci auguriamo – dichiara Gigli in una nota – che i paladini dell’eutanasia e quanti vorrebbero legalizzare il suicidio assistito nel nostro Paese riflettano con la dovuta onestà intellettuale», proprio perché «della coscienza sommersa di questi pazienti sappiamo ancora troppo poco». In altre parole, quello dello stato vegetativo è un terreno talmente poco esplorato e ancora pieno di grandi interrogativi da diventare un campo minato per decisioni estreme come quelle dell’eutanasia che non tengono conto della complessità del fenomeno della malattia.

Ancora una volta emerge la contraddittorietà delle battaglie pro eutanasia. La morte mentre viene considerata assurda quando interrompe una vita fuori dalla malattia, viene invece rivendicata come diritto quando la vita è ritenuta priva di ogni senso. A ricordare che la vita è portatrice di una dignità immanente sono proprio queste storie.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM