San Marino si mobilita per difendere la vita
San Marino si mobilita per difendere la vita

La prossima settimana saranno discusse cinque istanze per depenalizzare l’aborto

Un piccolo Stato sovrano, cinque istanze di depenalizzazione del reato d’aborto e un popolo che difende la vita. È questo lo scenario che sta animando la Repubblica di San Marino in questi giorni di turbolenza politica.

Nei giorni scorsi sono state presentate cinque istanze al Consiglio Grande e Generale volte a introdurre la pratica dell’aborto nei casi in cui sussistano gravi rischi di salute per la donna, qualora si verifichi una violenza sessuale, nel caso di gravidanze di donne minorenni, per rischi di patologie gravi o malformazioni per il feto e, infine, nei casi di gravidanze riguardanti donne che versano in condizioni di emarginazione o disagio sociale. La prossima settimana le istanze passeranno il vaglio della prima discussione in aula.

«In un mondo dove la maggioranza degli Stati ha abbracciato una cultura individualistica e dello scarto che non rispetta la vita il nostro piccolo Stato ha una responsabilità universale»

La notizia non ha lasciato indifferenti le associazioni sammarinesi che si sono mobilitate immediatamente per animare il dibattito pubblico. «È auspicabile che si apra nel Paese un dialogo sul tema della difesa della vita, quella del bambino e della madre, ma anche quella del malato e dell’anziano, insomma della vita dal concepimento fino al suo termine», scrivono i leader delle associazioni in un comunicato stampa. Per l’occasione hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo “Uno di noi: affinché nessuno sia lasciato indietro – Riflessioni e testimonianze sulla tutela e la promozione della vita e della maternità nella Repubblica di San Marino”. Durante l’evento i relatori offriranno un dialogo sincero e franco «basato però sulla ragione e non su posizioni ideologiche».

«In un mondo dove la maggioranza degli Stati ha abbracciato una cultura individualistica e dello scarto che non rispetta la vita – prosegue il comunicato dei promotori dell’evento – il nostro piccolo Stato ha una responsabilità universale e può diventare una luce di speranza, un Paese in cui si afferma una diffusa cultura della vita, fondata prima di tutto sulla ragione». Un risposta decisa alla cultura di morte che cerca di insinuarsi anche nell’enclave sammarinese.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM