L’impegno prolife nelle università. Intervista a Giuseppe Maria Forni (Movit Firenze-Siena)
L’impegno prolife nelle università. Intervista a Giuseppe Maria Forni (Movit Firenze-Siena)

L’impegno dei giovani prolife si esprime e si concretizza attraverso molteplici forme. Oltre ai grandi appuntamenti che costituiscono il clou dell’agenda annuale dei giovani del Movimento per la Vita, si avverte la necessità di una presenza costante e quotidiana da coltivare in particolar modo negli ambienti frequentati dai più giovani. Uno dei luoghi privilegiati per portare avanti questo importante e delicato lavoro è sicuramente l’università; a questo proposito sono nati i Movit, vale a dire i gruppi del Movimento per la Vita operanti in ambito universitario. Da oggi, qui su prolife.it, intraprenderemo un viaggio alla scoperta di queste realtà; lo faremo parlando con i loro responsabili, cercando di capire quali attività organizzano e quali prospettive intravedono per il futuro. La prima tappa di questo viaggio è Firenze, con l’intervista a Giuseppe Maria Forni, modenese, studente di Scienze Politiche presso l’Ateneo del capoluogo toscano, che ha appena concluso la sua esperienza alla guida del Movit di Firenze-Siena, uno dei principali in Italia. Un gruppo che, grazie alla costruzione di una solida rete di giovani universitari, risulta essere molto attivo non soltanto in queste due città, ma anche nel resto della Toscana.

Giuseppe, in questi giorni ti appresti a concludere il tuo anno alla guida del Movit di Firenze-Siena. Qual è il bilancio di questi dodici mesi? Quali attività sono state realizzate?

Innanzitutto ho cercato di promuovere l’incontro tra i membri del Movit stesso, organizzando mensilmente l’Aperivita, un momento di ritrovo in un contesto informale come quello dell’aperitivo serale. Mi sono quindi impegnato per portare nelle università la delicatissima questione della fecondazione eterologa attraverso una serie di conferenze tenute da specialisti sia sul piano medico che etico. All’inizio dell’estate il Movit ha poi contribuito alla realizzazione di una mostra fotografica sulla storia del Movimento per la Vita, dal titolo ‘Uno di Noi’, che ha avuto luogo a Figline Valdarno e Montevarchi. Infine, come membro dell’équipe nazionale giovani del Movimento per la Vita, ho collaborato all’organizzazione del Seminario Quarenghi che si è tenuto questa estate a Cetraro, in Calabria.

Quale rapporto sei riuscito a creare con i giovani?

Il punto di partenza era già ottimo: chi ha lavorato prima di me aveva fatto un lavoro perfetto e dunque mi sono limitato a continuare quanto già avviato. Per quanto riguarda il mio rapporto personale con loro, il fatto di essere studente fuori sede purtroppo non mi ha aiutato, limitando spesso le mie presenze. Avrei sinceramente desiderato poter passare più tempo con loro.

Quali sono le prospettive per il futuro? Tra non molto sarà eletto il tuo successore: quali sfide dovrà affrontare?

La prospettiva è quella di continuare e potenziare la nostra presenza nelle università, cercando di organizzare al meglio eventi che possano allo stesso tempo accattivare gli studenti e lasciar loro qualcosa di costruttivo per la loro vita. Al mio successore auguro di avere molto più tempo da dedicare al Movit, così da poter trainare l’ottimo gruppo che già esiste, magari ampliandolo. La sfida più grande è attirare nuove persone che non restino soltanto per un paio di aperitivi! Ma rimane anche l’altra sfida di cui ho già parlato: i nostri eventi, la miglior vetrina per coinvolgere chi ancora non avverte l’importanza e la gravità del tema della difesa della vita.

Intervista a cura di Andrea Tosini

(@andreatosini)