Catania, muore donna con due gemelli: indagato il medico. Gigli: «non criminalizzare l’obiezione di coscienza»
Catania, muore donna con due gemelli: indagato il medico. Gigli: «non criminalizzare l’obiezione di coscienza»

Scoppia il caso catanese dell’obiezione di coscienza dopo la morte di una donna siciliana avvenuta nell’ospedale «Cannizzaro» a seguito del presunto mancato intervento del medico che non sarebbe intervenuto per porre fine alla sofferenza della donna che aveva appena partorito due gemelli senza vita.

«Le parole del direttore sanitario dell’ospedale Cannizzaro di Catania sgombrano il campo da ogni tentativo di criminalizzare l’obiezione di coscienza, che con il tragico decesso della donna catanese non c’entra nulla», rivendica Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita italiano che, aprendo a Bibione il convegno nazionale della Rete delle case d’accoglienza per gestanti in difficoltà del Mpv, aggiunge che «l’obiezione di coscienza vale quando si intende sopprimere una vita umana con l’interruzione volontaria di gravidanza e non quando è in pericolo la vita della donna per complicazioni della gravidanza».

Secondo il presidente del Movimento per la Vita è in atto «una delegittimazione dell’obiezione di coscienza». Riflettendo sul caso siciliano Gigli ha posto l’attenzione sul fatto che tutt’oggi in molte aziende sanitarie vi è una vera e propria discriminazione circa l’accesso alla professione. «Il giorno in cui l’obiezione di coscienza fosse impedita ci accorgeremmo di essere in una società meno democratica», a concluso il suo intervento.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM