Donne in gravidanza: più morti in USA che in Iran
Donne in gravidanza: più morti in USA che in Iran

È indubbio che nel mondo si prosegua verso un allungamento della vita media, ma da un recente studio, pubblicato su Lancet lo scorso 16 ottobre, emergono alcune preoccupanti forme di regressione.

Il tasso di mortalità delle donne americane, correlato alla gravidanza o al parto è sullo stesso piano di quello della Cina, dell’Iran e di alcuni Stati dell’Est Europa. La differenza è che in questi Paesi la prognosi è in miglioramento, non in America.

Lo scorso anno oltre 275.000 donne, nel mondo, sono morte durante la gravidanza, il parto o loro complicazioni, molte di più dei casi stimati. Basti pensare che nei “civilissimi” U.S.A. dal 2000 si registra un aumento annuo della mortalità di circa il 2,7%, con 26,4 morti ogni 100.000 nati vivi. L’Iran ha un tasso di mortalità più basso. Questi dati pongono gli Stati Uniti a un pugno di distanza da altri “Paesi sviluppati” o, secondo una denominazione più recente, da altri Paesi ad elevato Indice di Sviluppo Umano, che stanno viaggiando in retromarcia, come Grecia e Lussemburgo.

Non tutti i dati, però, sono negativi: cruciale è la riduzione delle morti per HIV/AIDS e malaria, responsabili rispettivamente del 33% e del 37% dei decessi dal 2005. Nonostante l’assenza di progressi riguardo alla mortalità dei neonati, i bambini di età inferiore a 5 anni, sono diventati meno vulnerabili alle malattie che li interessano, causando un dimezzamento del loro tasso di mortalità a 5,8 milioni/anno. La salute di donne e bambini è comunque solo un elemento di questa enorme review scientifica che ha analizzato la prevalenza di 249 cause di morte e 315 malattie globalmente documentate dal 1980. Lo studio è stato condotto dall’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington e ha coinvolto 1870 ricercatori in 127 Paesi.

Se non si muore per cause legate alla guerra, l’indigenza o la difficoltà di accesso alle cure, sono l’abuso di sostanze stupefacenti, la malnutrizione e l’obesità a prendere il sopravvento. Vivere in un Paese economicamente sviluppato non significa necessariamente vivere in salute. La bruta oggettività dei numeri mostra gli ambiti in cui urge un miglioramento ed è triste dover riconoscere che all’apice ci siano le donne in gravidanza, le puerpere e i neonati.

 

Mara Citro