In Francia il diritto alla morte vince sul diritto alla vita: la legge mette a tacere i siti prolife
In Francia il diritto alla morte vince sul diritto alla vita: la legge mette a tacere i siti prolife

Il 12 ottobre scorso è stato depositato presso l’Assemblea Nazionale Francese un disegno di legge1, proposto dal Governo e approvato dalla maggior parte dei deputati, che vorrebbe estendere il reato di “ostacolo all’interruzione volontaria di gravidanza” (Articolo L2223-2 del Codice della salute pubblica 2) a qualsiasi tipo di informazione trasmessa attraverso qualunque modalità, ma primariamente via internet, volta a dissuadere le donne che si informassero su questo tema dal praticare un’interruzione volontaria di gravidanza.

La Chiesa francese evidentemente non è rimasta inerme a questo attentato alla libertà da parte dello Stato e si è espressa con grande preoccupazione attraverso una lettera 3  inviata dal Presidente della Conferenza Episcopale, S.E. Mons. Georges Pontier, Arcivescovo di Marsiglia, direttamente al Presidente della Repubblica François Hollande; in questa lettera il Prelato, dopo aver messo in luce i risultati positivi raggiunti fino ad oggi proprio dalle associazioni di ascolto e aiuto alle donne che si trovano ad affrontare una scelta grave come l’interruzione di gravidanza, accusa appunto questa proposta di legge di attentare alla libertà d’espressione, non permettendo a coloro che hanno a cuore la vita nascente di dare voce al loro pensiero e di renderne partecipe chi si trova nella tragica situazione di dover decidere a proposito di questa.

Inoltre, prosegue l’Arcivescovo, questo andrebbe a costituire un precedente pericoloso di limitazione alla libertà d’espressione generale su internet, in totale opposizione a qualsiasi principio democratico.

Ma oltre a tutto ciò, personalmente, trovo che la gravità di questa proposta non risieda nella sola limitazione della libertà d’espressione ma ancor più nel fatto che questo articolo non si strutturi come una tutela nei confronti di una scelta fatta, scelta che per quanto riguarda il tema dell’interruzione di gravidanza è certo grave, ma spetta alla sola gestante ed è quindi giusto tutelare, bensì come un impedimento ad accedere ad un certo settore di informazioni da parte di chi una scelta ancora la deve fare, come confermato dalle parole dell’articolo stesso: “che si informa”.

La conseguenza evidentemente è un limite alla libertà stessa non solo di chi ha un’idea, ma anche di coloro che devono svilupparne una al fine di compiere una scelta, dal momento che la libertà di scelta esiste solo laddove un individuo conosce realmente tutte le possibilità che gli si presentano; l’attentato dunque non è soltanto alla libertà di espressione, ma anche alla libertà di informazione e quindi di sviluppo personale.

Lo Stato che ha fatto della liberté il suo primo principio ispiratore, oggi, e forse non è nuovo in questo, sta palesemente calpestando questo diritto, lasciandosi ad una deriva spaventosamente autoritaria.

La negazione dell’accesso alle informazioni è infatti uno dei principali pilastri su cui si fonda una dittatura poiché è noto che una popolazione ignorante è una popolazione facile da governare.

Ammettendo che il governo francese cerchi una via per governare più facilmente, di certo non sta seguendo quella che la sua professione di fede democratica pretenderebbe.

Non ho volutamente fatto parola circa la sostanza dell’articolo, che assieme a tutta la legislazione sull’ostacolo all’interruzione volontaria di gravidanza vuole evidentemente rendere più agevole l’accesso all’aborto che non alla vita, poiché la forma mi pareva già sufficientemente grave e poiché infine sul tema dell’aborto è giusto che si lasci che ciascuno rifletta con la sua propria coscienza.

dott. Giuseppe Maria Forni

 

 

1 http://www2.assemblee-nationale.fr/documents/notice/14/propositions/pion4118/(index)/propositions-loi

2 https://www.legifrance.gouv.fr/affichCodeArticle.do?cidTexte=LEGITEXT000006072665&idArticle=LEGIARTI000006687566&dateTexte=&categorieLien=cid

3 http://www.eglise.catholique.fr/conference-des-eveques-de-france/textes-et-declarations/430718-lettre-de-mgr-pontier-president-hollande/