La Francia vieta i siti prolife
La Francia vieta i siti prolife

Vi ricordate la legge che era stata depositata in Francia, per impedire ai siti prolife di proporre online delle alternative all’aborto? Ne aveva parlato Giuseppe Maria Forni QUI… Beh purtroppo dobbiamo dare una brutta notizia: questa legge è passata il 1 Dicembre alla camera, e il 7 Dicembre scorso al senato con 173 voti contro 126.

La legge adesso in vigore punisce chi “eserciti pressione morale o psicologica, minacce, o ogni atto di intimidazione contro le persone alla ricerca di informazioni sulla interruzione volontaria della gravidanza.”

Il senatore Francoise Laborde, membro del partito radicale francese, ha affermato nel dibattito parlamentare, che i siti pro-life si basano su “orrori e bugie” e che si dovrebbe impedire il loro funzionamento. La legge ha come bersaglio chi gestisce siti pro-life o fornisce informazioni circa le alternative all’aborto. I trasgressori rischiano pene fino a due anni di reclusione e 20.000 Euro di multa.

La pillola è addolcita da un emendamento approvato dal senato che rimuove il termine “per intento dissuasivo” dal testo originale, punendo solo chi fa “disinformazione”. Il linguaggio della legge è comunque, secondo Grégor Pupinck, del Centro Europeo per la Legge e la Giustizia, abbastanza vago, alludendo a “pressioni morali e psicologiche” da rendere di fatto gli attivisti prolife passibili di accusa da parte dei sostenitori dell’aborto. “Pubblicare l’insegnamento cristiano, che vede l’aborto come un crimine, potrebbe essere visto come un mettere pressione alle persone. La semplice condivisione di informazioni che potrebbero irritare la coscienza morale di qualcuno potrebbe essere sufficiente a costituire un crimine”.

Il Senato e la camera iniziano adesso il processo di riconciliazione che porterà al testo definitivo della legge. Spetta alla camera la decisione finale su quale testo inoltrare al presidente François Hollande nelle prossime settimane.

Gli attivisti prolife sono pronti a portare la materia in discussione alla corte suprema francese ed europea se necessario. Un gruppo di 60 giuristi che hanno votato contro la legge possono infatti chiedere alla corte costituzionale di pronunciarsi sul tema prima che Hollande, il cui partito ha promosso la legge, possa firmarla. Se anche questo sforzo non sarà efficace, si ricorrerà alla corte europea per i diritti dell’uomo (CEDU). Un illustre precedente è la decisione della corte suprema americana, che ha stroncato una legge simile nel 2014 in USA.

Per Puppinck si tratta di “una vera limitazione al diritto di parola contro il pensiero unico riguardante l’aborto. Ci aspettiamo che la corte riconosca che l’aborto è un tema controverso e che deve essere dibattuto liberamente.”

GG

Fonte: Family watch newswire