Farmacista assolta a Gorizia, Gigli: «Riaffermato il primato della coscienza sulla legge»
Farmacista assolta a Gorizia, Gigli: «Riaffermato il primato della coscienza sulla legge»

Lo scorso 15 dicembre il Tribunale di Gorizia ha assolto una farmacista accusata del reato di omissione o rifiuto di atti di ufficio per non aver consegnato a una cliente il farmaco Norlevo. Una lunga storia che si conclude dopo un iter giudiziario durato ben tre anni. L’avvocato Simone Pillon, che ha assistito la donna, ha dichiarato che la sua assistita «ha visto riconosciute le sue sacrosante ragioni, conformemente a quanto previsto dall’articolo 3 del Codice deontologico dei farmacisti, che recita: “Il farmacista deve operare in piena autonomia e coscienza professionale conformemente ai principi etici e tenendo sempre presenti i diritti del malato e il rispetto per la vita”».

Una decisione importante, dunque, e per molti versi in controtendenza con gli orientamenti giurisprudenziali degli ultimi anni. La sentenza, infatti, non ha accolto le richieste del Pubblico Ministero, che aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e una condanna a quattro mesi di reclusione, con benefici di legge. Per Gian Luigi Gigli, presidente nazionale del Movimento per la Vita italiano, il Tribunale di Gorizia «ha solennemente riaffermato il primato della coscienza sulla legge».

Una sentenza che potrebbe inoltre essere destinata a tracciare uno schema di riferimento per il futuro. Infatti, ha spiegato Gigli in una nota, «si tratta di un tema che diventerà sempre più pressante a causa degli sviluppi della ricerca biomedica e delle applicazioni tecnologiche in ambito sanitario. Per questo, come Presidente del Movimento per la Vita Italiano e come parlamentare eletto in Friuli-Venezia Giulia prendo atto con grande soddisfazione della sentenza con cui è stata assolta la farmacista E.M. dall’accusa di essere rifiutata di dispensare il cosiddetto ‘contraccettivo di emergenza’ Norlevo.

Andrea Tosini

@andreatosini