bma

La British Medical Association e i limiti all’aborto

By: giovane

Martedì la British Medical Association (BMA, la potente associazione di categoria dei medici britannici) sara’ chiamata a decidere se chiedere la rimozione di ogni limite legale all’aborto “fino a che il feto possa sopravvivere autonomamente”.

Al momento, in Inghilterra, l’aborto e’ nominalmente illegale (secondo l’Offences Against the Person Act del 1861), ma di fatto consentito in una serie di circostanze teoricamente eccezionali dall’Abortion Act del 1967. In sostanza, questo si e’ tradotto in aborti “on demand” fino alla ventiquattresima settimana di gravidanza.

I proponenti della mozione vorrebbero spostare questo limite piu’ in alto (almeno fino alla ventottesima settimana) e i contrari temono che sia solo il primo passo verso la legalizzazione dell’aborto fino alla nascita. Che sarebbe possibile, se le parti dell’Offences Against the Person Act che vietano l’aborto venissero integralmente abolite insieme all’Infant Life (Preservation) Act (che vieta l’aborto su feti capaci di vita autonoma).

Simili proposte sono state recentemente approvate in modo non vincolante dal Parlamento di Westminster (vedi qui: http://www.cmfblog.org.uk/2017/06/21/doctors-debate-the-complete-decriminalisation-of-abortion-at-bma-arm/), e se la potente BMA dovesse adottare la mozione in questione la sua capacita’ di pressione potrebbe rendere l’abrogazione di ogni limite legale all’aborto cosa fatta.

Allarmati dalla cosa, piu’ di mille tra medici e studenti di medicina hanno scritto una lettera ai vertici della BMA (ripresa dal Daily Mail Online: http://www.dailymail.co.uk/news/article-4636060/Furious-doctors-hit-extreme-pro-abortion-campaigners.html), lamentando il fatto che assumere una posizione cosi’ estrema potrebbe danneggiare la reputazione dell’associazione. Alcuni minacciano anche di rivedere la loro posizione come membri della BMA.

Alcune petizioni contro la mozione sono gia’ state lanciate online. Una su Citizen Go, rivolta al pubblico generale (http://citizengo.org/en-gb/lf/71407-bma-must-not-support-abortion-birth), ha gia’ raccolto oltre 21.000 firme. La seconda (http://rejectmotion50.org/) e’ rivolta a medici e studenti di medicina in Inghilterra. Li’ si sottolinea come i medici siano responsabili della salute della madre e del bimbo, dunque la rimozione di ogni protezione legale alla vita del secondo sarebbe “inaccettabile”.

La vita di molti e’ nelle mani dei 500 delegati del congresso di Bornemouth.

FT

Disclaimer

Copyright © 2011, prolife.it e giovaniprolife.org. Le citazioni devono riportare link attivo e autore se indicato o siglato. Le foto sono valutate di pubblico dominio e restano di proprietà degli autori se indicati.

Giovani Prolife

Back to Top