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Il Mpv italiano alla Conferenza nazionale sulla Famiglia

By: giovane

Insieme al Presidente nazionale e altri 5 delegati ho partecipato come Movimento Per la Vita Italiano alla III Conferenza nazionale sulla Famiglia, dal titolo “Più forte la famiglia, più forte il Paese”. L’evento si è svolto a Roma il 28 e 29 settembre in Campidoglio.

La mattina del 28 si sono susseguiti interventi in plenaria di esponenti delle Istituzioni, mentre nel pomeriggio i convegnisti si sono divisi tra i 5 gruppi di lavoro: Gruppo 1 – Centralità del ruolo delle famiglie come risorse sociali ed educative; Gruppo 2 – Crisi demografica e rapporto fra il quadro nazionale e le tendenze internazionali; Gruppo 3 – L’evoluzione della famiglia fra diritto e società; Gruppo 4 – Armonizzazione famiglia/lavoro e nuove politiche di welfare; Gruppo 5 – Proposte e prospettive per un fisco a sostegno delle famiglie. È nei gruppi che è stata data alle associazioni la possibilità di intervenire.

Le varie sigle dell’associazionismo familiare, ciascuno evidenziando la propria mission e le problematiche connesse, si sono confrontate sulla difficile crisi economica e culturale che stanno vivendo le famiglie italiane. Eh già, la crisi culturale è grave se, oggi, non solo lo Stato non fa nulla per sostenere l’unica società naturale, la famiglia, ma addirittura, a fronte di un articolo della Carta Costituzionale (art. 29) che definisce cosa è la famiglia, si cerca con sempre maggiore violenza di svuotarla del suo vero significato per utilizzare questo termine ad indicare ogni tipo di formazione. E questo, va detto, è stato fatto da esponenti politici ed esperti intervenuti alla Conferenza, complice la legge 76/2016 sulle unioni civili e la sempre più aggressiva cultura del gender. Malgrado i titoli altisonanti di questi appuntamenti e la nostra Carta Costituzionale (artt. 29, 30 e 31), bisogna ammettere che purtroppo la nostra Repubblica non è mai stata in grado di partorire delle politiche familiari degne di questo nome, cosa che al contrario hanno saputo fare altri Paesi europei come, ad esempio, la Francia la Germania.

Va evidenziata la sintesi del V gruppo (fisco) in cui il rapporteur ha segnalato il riconoscimento alle famiglie che continuano a fare figli, malgrado le Istituzioni le tartassino (anche fiscalmente) ed anche la presenza di un volontariato (il nostro) vicino alle madri in difficoltà per una gravidanza inattesa; questo intervento ha suscitato un interminabile ed eloquente applauso da parte dei convegnisti. Per il resto sembra rimasto inalterato lo stridente contrasto tra i bisogni delle famiglie e della società italiana, da un lato, e dall’altro una politica miope e prigioniera della ideologia. Le famiglie italiane e le associazioni che si occupano di loro non si illudono che venga facilmente invertita la rotta. Se un merito ha potuto avere questa Conferenza, almeno dal nostro punto di vista, è stata l’opportunità di parlare dei bimbi soppressi nel grembo materno, del volontariato dei movimenti e centri di aiuto alla vita vicino alle famiglie, alle mamme e ai loro bimbi e del mancato aiuto da parte dello Stato a chi vuole fare famiglia.

Marco Faillaci

(rappresentante del MPVI nella Consulta nazionale di Pastorale familiare della CEI)

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