Il Concorso Europeo: forza generatrice di speranza
Il Concorso Europeo: forza generatrice di speranza

Da anni il Concorso Europeo è prezioso strumento che permette a tantissimi giovani di interrogarsi su
tematiche apparentemente distanti dalla loro realtà quotidiana eppure estremamente attuali, urgenti,
importanti. Lunedì 28 Gennaio ho avuto il piacere e l’onore di presentare il Concorso presso il dipartimento
di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, a Santa Maria Capua Vetere,
in provincia di Caserta. In mia compagnia c’era la dott.ssa Angela Zoccolillo, Responsabile Regionale del
Concorso Europeo per la Campania nonché Presidente del MpV di Piedimonte Matese, e vari docenti ed
esperti in materia giuridica e bioetica che hanno arricchito la giornata con i loro preziosi interventi.
All’incontro hanno preso parte tanti ragazzi, sia studenti universitari che studenti delle scuole superiori
accompagnati in Università dai propri docenti; il Concorso è rivolto, infatti, agli studenti dell’ultimo triennio
delle superiori, studenti universitari e laureandi la cui tesi di laurea sia attinente all’ambito bioetico.
La Dott.ssa Angela Zoccolillo ha introdotto il Concorso Europeo dal punto di vista logistico e burocratico; ha
inoltre ricordato ai presenti i numerosi eventi previsti per quella settimana nell’ambito del “Festival della
Vita”, preziosa manifestazione di cui lei è organizzatrice che si svolge ogni anno in occasione della settimana
che precede la Giornata per la Vita.
Dopo di lei ho preso la parola io, e nel parlare ai ragazzi ho voluto attingere a piene mani da quella che è stata
la mia personale esperienza cercando di spiegare, nel modo più autentico possibile, cosa abbia rappresentato
per me il Concorso Europeo: l’inizio di un meraviglioso viaggio che continua ancora oggi all’interno del
Movimento per la Vita. Infatti, proprio attraverso la partecipazione al Concorso nel 2012, quando ero ancora
uno studente liceale, ho potuto prendere parte al viaggio premio a Strasburgo, dove per la prima volta sono
entrato in contatto con la realtà del Movimento e con quell’Equipe Giovani, tanto speciale, di cui qualche
anno dopo sarei diventato parte.
Certe esperienze ti cambiano, ti travolgono, ti migliorano. Ti fanno aprire gli occhi e accendere il cuore. Ti
fanno scoprire chi sei e di cosa fai parte. Il viaggio a Strasburgo per me ha rappresentato questo e tanto altro
ancora. E mai avrei immaginato che in quella meravigliosa città ci sarei tornato, ben più di una volta: negli
anni successivi, infatti, ho avuto la possibilità di essere accompagnatore dei ragazzi vincitori e rivivere
l’esperienza da un altro punto di vista, forse ancora più suggestivo e totalizzante.
Se il viaggio premio a Strasburgo rappresenta il premio per i ragazzi dell’ultimo triennio delle scuole superiori,
la posta in palio per gli studenti universitari che partecipano al Concorso è ancora più alta: il primo classificato,
infatti, vola oltreoceano negli Stati Uniti d’America per prendere parte al Congresso di Heartbeat
International, importantissima organizzazione che si batte per la difesa della vita. E vi posso assicurare, con
cognizione di causa, che è un’esperienza a dir poco meravigliosa avendo io avuto la fortuna di viverla in prima
persona.
Spero di aver fatto germogliare nei ragazzi, attraverso la mia testimonianza, il desiderio di partecipare a
questo Concorso, perché credo fortemente nella grande forza generatrice di speranza che esso ha insita in
sé: riflettere sull’importanza di riconoscere la dignità di ogni singolo uomo, compreso il bambino concepito
e non ancora nato, è un primo ma fondamentale passo per costruire una società in cui la Vita sia tutelata e
rispettata in ogni sua sfaccettatura, fragilità, diversità.
La tematica di quest’anno, tra l’altro, è senza dubbio affascinante: la parola chiave di questa nuova edizione
del concorso è CURA. Una parola semplice, breve, il cui significato è apparentemente scontato e banale, ma
che in realtà ha dentro di sé tanti significati, tante sfumature di senso, tanti colori che non sempre i nostri
occhi, ben aperti ma spesso ciechi, riescono a carpire.
Nella società in cui viviamo, nelle nostre famiglie, nei luoghi che frequentiamo esistono ancora relazioni di
amore gratuito e accoglienza disinteressata? Mi auguro che i ragazzi possano interrogarsi su queste domande
e dar voce nei loro elaborati alle proprie esperienze personali e ai propri desideri per immaginare, ed iniziare
concretamente a costruire, una società migliore. E chissà, magari inizierà anche per qualcuno di loro inizierà
il meraviglioso viaggio che per me è iniziato ormai 7 anni fa.

Ivan La Torraca