Astrid Lindgren: mamma a sedici anni e poi scrittrice di fama mondiale
Astrid Lindgren: mamma a sedici anni e poi scrittrice di fama mondiale

Negli anni Venti del secolo scorso, una ragazzina svedese di sedici anni, incinta, senza un compagno e senza mezzi economici adeguati per poter crescere un bimbo, valicò i confini del suo Paese per andare a partorire in Danimarca e affidare il proprio figlio a una famiglia affidataria che si sarebbe presa cura di lui. A quell’epoca rimanere incinta fuori dal matrimonio e per di più senza l’appoggio del padre del bambino era un’onta pesante che gravava sulla donna e di riflesso anche sulla sua famiglia.

Quella ragazza, anni dopo, divenne una delle più grandi scrittrici al mondo per l’infanzia: Astrid Lindgren, la “mamma” di Pippi Calzelunghe.

A lungo questa parte della biografia della famosa scrittrice svedese è rimasta nascosta, finché la regista Pernille Fischer Christensen non l’ha trasposta nel film “Becoming Astrid”, presentato al Festival di Berlino nel 2018 e uscito nelle sale cinematografiche di Stati Uniti e di vari Paesi europei.

Il film inizia con la scena in cui Astrid Lindgren, ormai anziana e famosa a livello internazionale, riceve una lettera di un suo giovane lettore che le chiede: “Come fai a comprendere così bene i bambini da vecchia?”

La stessa Astrid in un’intervista riportò che se non fosse stato per il piccolo Lars, suo figlio, probabilmente sarebbe sì diventata una scrittrice, ma non famosa in tutto il mondo. Era quindi consapevole che l’esperienza della maternità, seppur non prevista e carica di dolore per il distacco iniziale, aveva influenzato fortemente anche la sua attività di scrittrice per l’infanzia e attivista per i diritti dei bambini.

Qualche anno dopo il parto ritornò a riprendersi il bimbo e, sposatasi poi con il signor Lindgren, mise al mondo un’altra creatura, Karin, colei che la ispirò per il suo personaggio più conosciuto: Pippi Calzelunghe. Mentre era a letto con una brutta polmonite, la figlioletta Karin chiese alla mamma di raccontarle una storia su Pippi Calzelunghe, nome buffo di una bimba altrettanto buffa, la quale accese in Astrid una vena creativa che la portò a inventare una storia così avvincente che Pippi Calzelunghe divenne presto il racconto preferito in casa Lindgren.

A seguito poi di una caduta sul ghiaccio che la costrinse a stare a letto, Astrid Lindgren mise nero su bianco i racconti da lei inventati, che furono diffusi in più di cento Paesi e tradotti in settanta lingue. Tra le opere principali, oltre a Pippi Calzelunghe, si ricordano Emil di Lönneberga, Mio piccolo mio, I fratelli Cuordileone e Ronja, la figlia del brigante. Per la sua attività letteraria fu insignita del Premio Hans Christian Andersen nel 1958, del Lewis Carroll Shelf Award nel 1973, dell’International Book Award dell’UNESCO nel 1993 e del Right Livelihood Award nel 1994, nonché di numerose altre onorificenze e lauree honoris causa di diverse università.

Nel 2002, anno della sua morte, il governo svedese istituì un premio letterario per la letteratura per l’infanzia in sua memoria, l’Astrid Lindgren Memorial Award, che per un valore di 5 milioni di corone svedesi (all’incirca 480.000 euro), rappresenta al giorno d’oggi il premio dal maggior valore per la letteratura per bambini.

L’attività di Astrid Lindgren non fu solo confinata al mondo della letteratura, ma spaziò fino alle numerose battaglie di impegno civile. Fu infatti attivista per i diritti dell’infanzia, si scagliò contro la guerra in Vietnam, sostenne la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili dei neri d’America, si espresse contro le armi nucleari, contro i maltrattamenti sugli animali e compì un’analisi acuta delle ideologie del nazionalsocialismo e del comunismo.

Oggi, grazie al cinema, conosciamo anche una parte della vita personale di Astrid Lindgren, nella quale si trova forse la risposta alla domanda che viene posta all’inizio del film, in quella esperienza di maternità improvvisa, non cercata, ma comunque accolta che influenza sempre la vita di ogni donna e a cui Astrid Lindgren deve molto probabilmente anche parte della sua sensibilità di scrittrice per l’infanzia e di dedizione per i diritti dei bambini. https://www.youtube.com/watch?v=ia4cgd7D90M&list=PLN94-MijiiJ6c9gs8H4SSCSMgGrwBJcHU&index=2

Veronica Mameli