I giovani, il futuro
I giovani, il futuro

Sabato 2 Febbraio i membri del direttivo del Movimento per la Vita italiano hanno avuto l’onore e il piacere di essere ricevuti in udienza da Papa Francesco, alla vigilia della 41a giornata per la Vita.
Il gruppo che si è incontrato sotto il porticato di piazza San Pietro era formato da persone, più e meno giovani, provenienti da ogni regione, chi arrivato la sera prima e chi ancora con la valigia in mano, tutti riuniti nella trepidante attesa di un incontro speciale.
L’unicità dell’esperienza si percepiva chiaramente dalla bellezza artistica dei corridoi attraversati per raggiungere la sala delle udienze, dai dettagli dorati delle volte, dalle espressioni un po’ tese sui visi dei partecipanti, ritratto di un dolce miscuglio di incredulità e sogno.
Papa Francesco si è presentato con il suo caratteristico sorriso gioioso, che non si affievolisce nonostante la stanchezza dei numerosi impegni, accolto da applausi e cuori trepidanti di ascoltare le sue parole.
Marina Casini, presidente del Mpv, nell’incipit del suo discorso ha ricordato l’impegno dei volontari dell’associazione nell’accompagnare le mamme in difficoltà attraverso i centri di aiuto alla vita, le case di accoglienza, il progetto Gemma e il servizio SOS Vita.
Il dialogo instaurato con il Santo Padre ha rimarcato aspetti fondamentali della difficile sfida che il Mpv è chiamato ad affrontare nella società odierna: “Siamo sul fronte della più periferica delle periferie esistenziali, quella dove la povertà è estrema al punto che l’eliminazione del più povero dei poveri […] viene considerato un “diritto”, un “progresso”, una “conquista””. Nonostante i continui ostacoli, Marina Casini ha sottolineato fortemente l’importanza di creare ponti di dialogo per “costruire la civiltà della verità e dell’amore”, accompagnando le donne che sono tentate dall’aborto ma anche, senza alcun tipo di giudizio, allargando “le braccia verso le donne che, purtroppo, sono passate attraverso questa dolorosa esperienza”. La difesa della vita non è solo una battaglia di ideali, ma “realtà radiosa perché illuminata dal sorriso dei bambini nati grazie ad esperienze di prossimità e vicinanza”.
Papa Francesco nel suo intervento ha espresso il suo sostegno al Movimento, ringraziandolo per le attività concrete e formative al rispetto della vita, “perché la vita è futuro […]. Solo se le si fa spazio si può guardare avanti, e farlo con fiducia. Ecco perché la difesa della vita ha il suo fulcro nell’accoglienza di chi è stato generato ed è ancora custodito nel grembo materno, avvolto nel seno della madre come in un amoroso abbraccio che li unisce”.
Il Pontefice è rimasto piacevolmente colpito dalla presenza di numerosi giovani dell’associazione venuti per ascoltarlo, che considera risorsa preziosa per il Mpv, per la Chiesa e per la società, auspicando che le loro energie possano rinfrescare anche gli spiriti dei più anziani. Emozionante è stata la sua benedizione alla bandiera del Mpv firmata da tutti i ragazzi che compongono l’Equipe Nazionale Giovani del movimento stesso.
In una società consumistica in cui anche l’esistenza viene considerata un mero bene usa e getta, da sfruttare e far fruttare, significativa e fondamentale è stata la presa di posizione da parte del Pontefice sulla necessità di riconoscere la dignità della vita umana sempre, in ogni sua fase: “Prendersi cura della vita esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine. Ed esige che anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita: la salute, l’educazione, le opportunità lavorative”, con un chiaro segnale indirizzato a politici e governanti. E riprende Marina Casini:”Accogliere la vita nel grembo materno, quando è più fragile e indifesa, significa conseguentemente accogliere ogni vita minacciata, debole, indifesa. […] Siamo certi che lo sguardo e la meditazione sul figlio concepito illumina di senso ogni altra vita fragile, sofferente e minacciata, compresa quella dei poveri, dei malati, dei migranti, dei profughi, dei deboli e degli indifesi.”
Perché la vita non può e non deve essere interesse di pochi, ma bene prezioso di tutti. E siamo chiamati a custodirla, sempre.
Una giornata di questo calibro ha sicuramente riempito di gioia e fierezza i giovani partecipanti, chiamati ad essere protagonisti in prima persona di un evento unico e rinfrescante, ma ha anche aiutato a prendere coscienza di un aspetto fondamentale: sono e saranno l’impasto della società e spetterà a loro l’arduo compito di far lievitare la cultura dell’amore e dell’accoglienza, sporcandosi sempre le mani per cercare la luce che c’è in ogni uomo, donna, bambino, embrione, anziano, malato, luce che già c’è ma che ha bisogno di trovata per poter risplendere.

 

Antonella Chiavassa

 

foto di Francesco Saverio Ardito