Il “cambio della guardia” nell’Equipe giovani del MpVI
Il “cambio della guardia” nell’Equipe giovani del MpVI

Giuseppe Maria Forni il 16 febbraio 2019 ha sostituito Irene Pivetta ed è il nuovo responsabile nazionale dei giovani MPV insieme a  Greta Gregoratti. Giuseppe, classe 1989, laureato alla triennale in Scienze politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze è modenese e lì lavora nella sua azienda agricola.

Quale è la tua storia all’interno del MpV? Cosa ti spinge a impegnarti per la vita?

Sono stato catapultato nel Mpv da uno dei miei migliori amici quando studiavo a Firenze: mi ha fatto entrare nel Movit di Firenze e Siena e mano a mano mi sono trovato a interessarmi sempre maggiormente alle attività proposte, finché non ne sono diventato presidente. Da allora ho conosciuto l’equipe, un gruppo di persone fantastiche che mi hanno legato indissolubilmente al Mpv, trascinandomi in tutte le sue attività. Più ancora dei valori del Mpv, che certo rispecchiano totalmente i miei, sono queste persone che mi danno la carica e la
voglia di spendermi per il Mpv.

Cosa da il volontariato a chi spende il proprio tempo e talento a servizio della vita? Perché un giovane dovrebbe diventare un volontario pro-life?

Ma non sono soltanto i membri dell’equipe ad arricchirmi dell’esperienza nel Mpv: difatti ogni incontro fatto, ogni attività svolta mi dona nuove fondamentali conoscenze nel campo della bioetica, e non vi è volte in cui non si intreccino nuove preziosissime relazioni: avere l’opportunità di parlare con le persone partendo da tematiche tanto grandi è infatti una rarità oggigiorno, e crea scambi di grandissima forza. Questo credo che sia uno stimolo che dovrebbe spingere chiunque a cogliere questa
bellissima opportunità.

Quale è la difficoltà più grande nel parlare di bioetica ai ragazzi?

I ragazzi al giorno d’oggi spesso tendono a vivere con una certa superficialità che li spinge a volte addirittura a rifiutare certe tematiche, o ad affrontarle con aggressività. Il momento difficile è proprio quello in cui si deve cercare di resistere e con molta dolcezza cercare di rompere questo muro che essi pongono fra se e argomenti tanto importanti. Se si riesce in questa impresa, ci si stupisce ogni volta di quanta ricchezza e profondità si riesca a scorgere anche dietro ai ragazzi apparentemente più reticenti.

Se dovessi suggerire qualcosa ai giovani di oggi, cosa gli diresti?

Direi loro di non aver paura del giudizio altrui, e di non costruirsi maschere. Essere se stessi e rendersi conto del proprio valore è il primo passo verso il principio fondamentale del rispetto umano, principio che di fatto è a fondamento di tutta la bioetica.

Come vedi il Movimento per la Vita del futuro, tra vent’anni?

Sono abituato ad affrontare i problemi uno alla volta mano a mano che mi si presentano: mi è difficile immaginare come sarà il mondo tra vent’anni: sinceramente la mia più grande speranza è che tra vent’anni il Mpv non esista più; significherebbe che non vi è più bisogno di battersi per affermare valori che farebbero intrinsecamente parte della natura.

 

GS