Il caso della triptorelina per la disforia di genere
Il caso della triptorelina per la disforia di genere

Come è noto con Determina 25 febbraio 2019  l’AIFA (Agenzia Italiana per il Farmaco) ha
inserito la triptorelina tra i “medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario
nazionale,……, per l’impiego in casi selezionati in cui la pubertà; sia incongruente con
l’identità; di genere (disforia di genere), con diagnosi confermata da una equipe
multidisciplinare e specialistica e in cui l’assistenza psicologica, psicoterapeutica e
psichiatrica non sia risolutiva.” (Determina n. 21756/2019).(19A01426) .
Nonostante fossero già stati fatti in precedenza tentativi per introdurre il farmaco per un
uso totalmente off label (fuori indicazione), la notizia desta a dir poco molte perplessità
data la delicatezza dei soggetti a cui è rivolta la “terapia“ cioè gli adolescenti. La disforia di
genere (DG) è difficile da diagnosticare, come si evince dalla determina stessa, e
alimentare dubbi sulla propria identità sessuale negli adolescenti sembra funzionale a
indirizzare verso la teoria “gender”.
Lascia ancor più perplessi se si considera ciò che sta accadendo in alcuni stati dove già
da diversi anni è in uso il trattamento. In Inghilterra, per esempio, alcuni medici del GIDS (Gender
Identity Development Service), servizio che offre il trattamento per cambiare sesso a bambini che
soffrono di disforia di genere, hanno rassegnato le dimissioni, dopo aver constatato la mancanza di
corretto approfondimento sulla problematica dei bambini. Ancor prima di questo il ministro per le Pari
Opportunità britannico, aveva incaricato dei funzionari governativi di avviare un’indagine per capire il
motivo per cui un numero impressionante di bambini ed adolescenti manifestasse il desiderio di
cambiare il proprio sesso biologico. Situazione simile anche in Svezia con un forte incremento di
trattamenti e in contemporanea casi di traumatica sofferenza per “ripensamento”. Per
conoscere meglio ed approfondire questo argomento, il Movimento per la Vita fiorentino,
Scienza e Vita Firenze e il Movit di Firenze – Siena hanno organizzato un incontro il 10
maggio, alle ore 17, presso il Conservatorio delle Mantellate, viale Lavagnini 10 (Firenze), con la
prof.ssa Assuntina Morresi, docente di Chimica Fisica all’Università di Perugia e
componente del Comitato Nazionale di Bioetica. Interverranno anche alcuni soci ed amici
delle nostre associazioni, medici, biologi e psicologi, che hanno seguito e approfondito
questa problematica.

La presidente del MPV fiorentino
Daniela Dupuis
Il Presidente di Scienza & Vita Firenze
Marcello Masotti
Il Responsabile naz.le giovani MpVI
Giuseppe Maria Forni