Noi ora siamo l’incendio che ha preso i nostri cuori
Noi ora siamo l’incendio che ha preso i nostri cuori

Lettera dei Giovani di Viterbo a Roberto Bennati a un mese dalla sua scomparsa

Caro Roberto,

più di ogni altra cosa, un sentimento ci unisce nel tuo ricordo: un’immensa gratitudine. Alle orecchie dei più potrebbe suonare strano che dei giovani oggi possano avere una qualche gratitudine e qualcuno addirittura potrebbe dire: cosa rara! Eppure, i giovani cuori sanno commuoversi se gli viene regalato qualcosa di autentico e non ci pensano due volte nel ringraziare chi quell’autenticità gliel’ha donata. Un sentimento questo che leggero si alza e, sicuri della forza dei nostri cuori, arriva a te, in un grazie tanto grande quanto è ciò che ci hai donato.

Mi hai insegnato che bisogna lottare per una cultura autentica, che non bisogna mai scoraggiarsi e arrendersi, che la bellezza e la meraviglia della Vita umana devono essere sempre testimoniate. Il tuo sguardo andava oltre, pronto ad ascoltare e a consigliare chiunque. Continuerai ad essere una guida per tutti noi.” Mariantonietta

Sfogliamo il libro che ci hai regalato con la raccomandazione di leggerlo:“In..movimento per la Vita – Storia del MpV di Viterbo”, scritto in occasione del 25° anniversario del Mpv locale. Troviamo gli inizi, l’ardore dei primi passi di una lunga storia di cui nessuno allora sarebbe stato in grado di misurare la portata. È la storia di giovani per i giovani: “I primi bambini salvati oggi hanno venticinque anni e vivono grazie all’azione e alla parola di tanti giovani che, proprio venticinque anni fa, si sono battuti per le loro vite e per quelle delle loro madri. Hanno lottato insieme a quelle mamme che con coraggio hanno detto “sì alla vita”, nonostante le difficoltà” (Roberto Bennati).

Persona buona e saggia, la quale teneva moltissimo anche alla cura di noi che lo aiutavamo. Lui infatti, non ci faceva mai pesare di dover fare le cose in un certo modo, operare con lui era sempre una grande occasione di arricchimento e la grande accoglienza sua, di sua moglie Maria e di tutta la loro famiglia, era esattamente quel clima ideale di grande virtù dove ognuno poteva trovare e ritrovare la forza per dare il meglio e mettersi al servizio. “ Francesco

Un continuo “movimento” per la vita arrivato sino a noi, figli di un’altra generazione, che per età anagrafica non ha vissuto quei momenti. Troppo giovani per aver vissuto quella scintilla, noi ora viviamo l’incendio che ha preso nei nostri cuori; quale dono ed eredità più grande può esserci per un giovane, nel trovare la sua battaglia? Per caso o per destino, questo non importa, nella nostra città ti abbiamo incontrato; eri lì, pronto a seminare. Dalla casa di accoglienza che tanto ami, luce di vita nella nostra città, ci hai educato alla cultura della Vita – educere, “trar fuori”! – consapevole del bene di cui i giovani possono essere portatori. Nei giorni avvenire, prezioso sarà il tuo esempio di capacità di azione per il bene comune: coraggio nel portare avanti i valori della vita umana nella società e tenacia di fronte alla difficoltà. Ci vuole amorevole fatica nel volontariato come nella vita e grazie per avercelo fatto sperimentare: dalle macchine piene di primule da portare per la città, in occasione della giornata per la vita, alle pesanti scatole di viveri per le neo-mamme, sino alle centinaia di elaborati letti per il concorso scolastico europeo.

Questo ci ha fatto “riconoscere la vita”: come impegno sociale, perché costa fatica; come valore etico, vivo nella forza delle idee che portano alle azioni. Siamo contenti di esserci salutati proprio in occasione della premiazione dei ragazzi vincitori del concorso scolastico europeo. Quanto aspettavamo quel giorno! Te affianco a noi e Noi con te in un grande “Sì alla vita” che ha la forza di superare ogni cosa: prima fra tutte la morte.

Un saluto

I tuoi Giovani di Viterbo