18 regali: recensione
18 regali: recensione

Ispirato ad una storia vera, “18 regali” racconta del bellissimo gesto che Elisa Girotto compie per la figlia Anna. Incinta della sua primogenita, Elisa scopre di avere un tumore al seno in stadio avanzato.  Accetta però il suo stato, e decide di lasciare alla piccola diciotto regali (da qui il titolo del film), uno per ogni compleanno fino alla maggiore età.

TRA REALTÀ E FANTASIA

[SPOILER ALERT!!]

Il giorno del suo diciottesimo compleanno Anna, guidata da un moto di ribellione e tristezza, scappa dalla festa organizzata da suo padre. Ubriaca, viene investita da una macchina e al suo risveglio si ritrova faccia a faccia con sua madre.

Questo escamotage porta la narrazione oltre la “semplice” elaborazione del lutto. In questo modo madre e figlia possono conoscersi, in una dimensione che non è né realtà né sogno.  È l’unico “tempo” in cui ad Anna è permesso incontrare Elisa, e accettare così la sua perdita.

Nel film, infatti, ci sono degli elementi simbolici che sottolineano questo suo bisogno di colmare il vuoto lasciato dalla madre, come  la propensione di Anna a tuffarsi all’indietro o lo scambio delle scarpe tra le due, a ricordo di quel percorso di crescita che a loro è mancato.

Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli riescono a comunicare perfettamente quella che può essere la relazione tra una madre – Elisa era coraggiosa, determinata, pragmatica e amante della vita- ed una figlia adolescente – ribelle ed inquieta.

UNA FIABA DOLCE PER RACCONTARE UN DESTINO AMARO

Quando si decide di narrare una storia realmente accaduta, ci si deve rendere conto della responsabilità che tale scelta implica. La storia va raccontata con rispetto, perché riguarda delle vicende personali.

Francesco Amato, regista e co-sceneggiatore del film (nel processo di scrittura è stato coinvolto anche Alessio Vicenzotto, marito di Elisa e padre di Anna), con “18 regali” porta sì al cinema quello che in gergo è catalogato come “sick romance movie”, ma riesce a non cadere nella trappola del pietismo o della lacrima gratuita – anche se non piangere sarà quasi impossibile.

Sono proprio i regali la forza motrice della storia che, con il proseguire della narrazione, assumono un ruolo sempre diverso.  Pensati da Elisa come un modo per stare assieme alla figlia anche quando non le sarà più possibile farlo, Anna però li concepisce come una pesante eredità; solo dopo la sua “avventura nel tempo” capisce il loro reale valore.

CONCLUSIONE

“18 regali” fa delle emozioni e della sincerità il suo punto di forza. È un inno all’amore. Un inno alla Vita.

 

Greta Gregoratti