Il ricordo di Carlo nell’Equipe
Il ricordo di Carlo nell’Equipe
A un mese dalla morte di Carlo Casini

Non è facile esprimere ciò che Carlo è stato per noi ragazzi dell’Equipe. Ma abbiamo deciso di provarci ugualmente. Anche se siamo consapevoli che comunque le nostre parole siano insufficienti per descrivere la grandezza di un uomo che lascia a chiunque lo abbia conosciuto, e abbia deciso di aderire alla sua causa, una immensa responsabilità.

Noi in particolare siamo uno dei frutti del suo impegno per la vita, parte dell’eredità che ha lasciato all’Italia e al mondo.

Ma allo stesso tempo siamo noi stessi eredi del patrimonio culturale e umano di Carlo. Eredi di quell’ardore delle coscienze che lui ha contribuito a non spengersi. E che ci spinge a non restare mai in silenzio quando il più debole e il più povero rimane indietro ed è oltraggiato, poiché “ogni uomo vale il sangue di Cristo”.

Carlo non si tirava indietro quando era necessario denunciare la cultura della morte che l’egoismo umano oggi sempre di più produce.

Dalla parte dei più deboli

Dove il desiderio dei più forti calpesta i bisogni e i diritti dei più deboli. E allora con più forza, con un grande sorriso e tanta tenacia urlava al mondo la bellezza della Vita con quella passione che non veniva mai meno. Neppure quando l’ultima impresa che la sua instancabile mente produceva poteva apparire disperata.

Lui, sempre e comunque, ci credeva e la percorreva fino in fondo. Perché per lui valeva sempre la pena spendersi in tutto e per tutto, quando si trattava di fare qualcosa per la Vita.

Ci ha parlato di qualcosa di immenso come il dono della Vita con naturalezza e spontaneità, trascinandoci nelle sue storie.  Storie che –  come tutte le più belle avventure –  avevano un inizio tragico ma che poi grazie all’amore finivano tutte in un’esplosione di felicità e bellezza.

E così ci ha fatto  imparare che il bene difficile è sempre meglio del male facile. E ci ha fatto innamorare della grande battaglia per la Vita, che oggi orgogliosamente combattiamo nella meravigliosa famiglia del Movimento per la Vita, accendendo dentro di noi un fuoco che non si spengerà mai.

Un leader, un padre

Lo ha fatto parlando a ognuno di noi, creando un rapporto che va ben oltre quello di un grande personaggio che ha fatto la storia del movimento per la Vita, ma rassomigliando piuttosto a quello che lega un padre ai suoi figli.

E questo è quello che il suo sguardo ci trasmetteva. Uno sguardo paterno, benevolo, ed allo stesso tempo orgoglioso di ciò che stavamo diventando.

Ci ha fatto comprendere come ognuno di noi potesse avere il suo ruolo in questa battaglia, dandoci sempre la consapevolezza di non essere meno importanti di altri, neppure di lui stesso. Non di rado ci chiedeva consigli e suggerimenti, ascoltandoli poi con grande attenzione.

Oggi sappiamo che tocca a noi: essere eredi è un dono e una responsabilità. Significa essere figli, avere delle origini; significa che non saremo mai soli nelle battaglie della Vita per la Vita. Questa eredità resterà nei nostri cuori, e Carlo con essa.

L’Equipe Nazionale Giovani