Elogio della libertà
Elogio della libertà

Credo che tutti, in questi giorni cosi’ duri, abbiano almeno una volta avuto l’occasione di soffermarsi sulla libertà.

È inevitabile. Non si sente forse il cuore in gola alla vista della primavera che è già iniziata senza di noi? E gli innamorati, non sono forse stufi di amarsi in “smart working” ? Senza poi parlare delle mascherine, una seconda pelle che ci fa l’aria rarefatta.

Questo porta la coscienza ad un’obbligata riflessione circa la libertà e forse, mai come ora stiamo avendo l’occasione di conoscerla cosi a fondo. Eppure, più ci si pensa e più sembra di non averla mai conosciuta, tanto era data per scontata. È proprio vero, la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.

Ma non cadiamo ancora una volta nell’errore di dare valutazioni sbagliate! Ora qualcuno, alla domanda di cosa essa sia, potrebbe rispondere: è la “grigliata” con gli amici a pasquetta, lo stadio, “un caffè grazie, anzi due!”, il jogging oppure il caro boccale di birra del sabato sera, ecc. ecc..

Certo, non si può nascondere che tutto questo ci manca.  Ma se cerchiamo oltre le mille azioni quotidiane che forse compiamo più come criceti che come uomini, ecco che Lei – la libertà- la possiamo trovare in tutta la sua nobiltà.

E’ facile, basta affacciarsi dalla finestra. Tra i balconi qua e la, sventolano i lenzuoli colorati con su scritto “Ce la faremo!” E le bandiere della nostra cara Italia non sono mai state cosi’ tante.

Un sentimento inenarrabile ci prende al senso di unità con cui stiamo affrontando questa grande difficoltà. Lo sconforto lascia il passo al coraggio. La fatica quasi non si sente più. Stringiamo i denti, uniti come non lo siamo mai stati.

Ecco allora che le nostre rinunce acquistano importanza.  Ci rendiamo conto di quanto valga e cosa sia in fondo la nostra libertà. Essa non la si può confondere: la si trova nel passo coraggioso dei medici nei reparti Covid, nella carezza degli operatori sanitari ai malati, nei tanti volontari e nel nostro sacrificio di restare a casa.

Ma cos’è che porta a sacrificare la propria vita per l’altro senza tentennamenti o a rinunciare alle nostre più semplici abitudini? Dietro a questa e ad altre domande, si cela la risposta che definisce ancora meglio i contorni della libertà che tanto cerchiamo.

Essa è una una scelta! Ma non una qualunque: è una scelta che eleva l’animo umano perché non risponde a se stessa ma per qualcuno e per qualcosa di più grande.

Non è un atto senza scopo ma è più di una questione di inutile scelta. “Libertà non è il volo di un moscone o stare sopra un albero” cantava Giorgio Gaber.  E infatti, non basta che affermi la mia libertà scegliendo <<qualche cosa>>. Devo servirmene e svilupparla, scegliendo qualche cosa di buono; proprio come stiamo facendo noi che restiamo a casa più per proteggere i nostri genitori e i nostri nonni che per non prendere una multa. Chiusi nelle nostre case siamo affamati di libertà e mai come questo periodo, seppur tragico, può essere maestro di vita.

Viene allora alla mente l’urlo di Madame Roland prima di essere ghigliottinata nel giugno del 1793: “O libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome!”. In nome della libertà abbandoniamo i nostri anziani, quasi fossero immondizia. Ci volgiamo dall’altra parte quando il più debole chiede delle nostre forze. In tuo nome – nostra cara e bellissima libertà- uccidiamo “i più povero tra i poveri”: il bambino non ancora nato. Tolleriamo una cultura che non vuol vedere che l’aborto sia un male. In tuo nome lasciamo la donna sola, nascondendo il nostro più bieco egoismo sotto l’insegna dell’autodeterminazione. Che non vuol dir null’altro se non “ sono affari tuoi!”.

Dopo questo momento difficile ci tireremo su le maniche per ricostruire. Ma ora, cara nostra libertà, è il momento di pensarti. In questo giorno della “liberazione” vorremmo liberarci finalmente dalle false convinzioni sul tuo conto per costruire una società che sia veramente più libera. I giorni riprenderanno e qualcuno sta già dicendo che stiamo per entrare nella “fase 2” ma quanto vorremmo vedere l’Italia entrare in una “nuova fase”, finalmente libera da tante catene. Ma questo sarà possibile solo quando avremo ben chiaro cosa sia la libertà.

Intanto da uomini liberi quali siamo, possiamo decidere di continuare a “stare sopra un albero” o al contrario di scendere per esercitarla e onorarla mediante un fine che sia degno del suo grande nome: Libertà.

Davide