GATTACA: recensione
GATTACA: recensione
GATTACA- La porta dell’universo (Andrew Niccol, 1997) 

Dalla nota introduttiva “in un futuro non troppo lontano”, si evince una premessa che sembra voglia mettere subito in chiaro il genere a cui appartiene il film. Il regista sembra voler dire: “E’ fantascienza ma, attenzione, ci sono tutte le premesse affinché la vicenda di questo film possa avvenire in un futuro prossimo”.

Una frase che suona più come un avvertimento che come una semplice nota introduttiva. Occorre, per capirci meglio, calarsi negli anni di produzione del film. Siamo quasi alle porte del nuovo millennio e la tecnica ha raggiunto un progresso tale che spalanca a scenari inimmaginabili per l’uomo .

Quello che poco tempo prima era fantascienza, ora è realtà e quello che per il futuro sembra essere fantascientifico. Ecco che la potenzialità dei mezzi a disposizione permettono di considerarlo assolutamente probabile. Ciò che apre la mente alle più disparate immaginazioni è certamente il progresso nelle scienze biologiche e più propriamente l’imponente evoluzione della genetica. Informatica e biologia corrono di pari passo sino ad arrivare, proprio alla fine del secolo, ad uno sposalizio che darà vita alla Bioinformatica.

E’ l’epoca dei grandi progetti di sequenziamento dei genomi, uomo incluso. Svelato il codice universale della vita – il codice genetico – e compreso il suo alfabeto costituito paradossalmente da sole quattro lettere in combinazione tra loro (ATGC), ora era inevitabile che la curiosità dell’uomo volesse sfogliare pagina per pagina, capitolo per capitolo, il grande libro della vita: il genoma. Tutto questo è realtà, come è possibile, almeno tecnicamente, ogni sorta di applicazione di queste conoscenze. 

Ed ecco che, “in un futuro non troppo lontano”, è possibile far nascere essere umani con un preciso corredo genetico, selezionato dai genitori su un gruppo di cellule embrionali.

Tramite questo processo si possono scegliere e prevedere in anticipo le future condizioni fisiche dei nascituri, che vengono quindi artificialmente generati senza imperfezioni; in pratica costruiti su misura a piacimento dei genitori. La società si spacca : da una parte gli esseri umani VALIDI, geneticamente perfetti, eletti ai lavori più prestigiosi, dall’altra i NON VALIDI o chiamati ironicamente figli di Dio, nati naturalmente senza artifizi al loro corredo genetico, destinati ai lavori più umilianti.

Vincent appartiene a quest’ultima categoria, etichettato sin dalla nascita come un non valido. Nonostante l’inevitabile destino che spetta a tutti quelli della sua classe, Vincent è animato sin dall’infanzia dal sogno di diventare un astronauta. Diventato adulto decide di abbandonare la famiglia per seguire il suo sogno. Desidera fortemente tentare di entrare a GATTACA, ente aereospaziale che si occupa di missioni interplanetarie.

Tuttavia, nonostante conosca alla perfezione tutto ciò che è necessario studiare per superare l’esame di ammissione, è certo di non superare l’analisi genetica che sarà effettuata sul suo sangue, subdolamente, perchè è una pratica formalmente illegale ma che tutte le aziende applicano in modo sistematico con la scusa di un esame antidroga. Riesce comunque ad entrare nell’ente come addetto alle pulizie, finché non incontrerà un misterioso personaggio che gli proporrà un curioso modo per superare i continui e ferrei controlli genetici cui è sottoposto chiunque lavori all’interno di GATTACA.

Per la riuscita del piano è essenziale la figura di Jerome (interpretato da Jude Law), un ex atleta valido, nato geneticamente perfetto e che , divenuto paraplegico a seguito di un incidente, si è ritrovato suo malgrado completamente estromesso da un mondo che richiede la perfetta idoneità fisica.

Mi fermo. Non è mia intenzione esaurire la vostra curiosità. Il film è unico nel suo genere. Oltremodo la distanza temporale che ci separa dall’anno di produzione del film (1997), ci permette , guardandoci attorno, di confermare o negare se quel “futuro non troppo lontano” non sia, almeno in parte, il nostro presente. 

Buona visione

 

Davide Rapinesi