“Uno di noi” è un’iniziativa popolare che, come suggerisce il titolo, si propone di far riconoscere il più debole come uno di noi, e cioè la sua entità di persona e la dignità di essere umano. In particolare, il più debole è, in questo preciso momento storico, il bambino concepito e non ancora nato. Non avendo voce, merita di essere tutelato da chi voce ha e da chi può affermare l’evidenza: il bambino concepito è un essere umano.

L’iniziativa si basa su principi già sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo: la dignità sempre egualmente grande di ogni essere umano è il fondamento della giustizia, della libertà, della democrazia e della pace e che questa dignità, con i diritti che ne derivano deve essere riconosciuta senza alcuna discriminazione dal primo inizio della vita umana nel concepimento fino alla morte naturale.
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Presupposto di partenza è la certezza che l’embrione umano merita il rispetto della sua dignità e integrità. Questo è affermato anche nella sentenza Corte di Giustizia Europea nel caso Brustle, che definisce l’embrione umano come l’inizio dello sviluppo dell’essere umano.
Protezione giuridica della dignità, quindi, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento è la richiesta che viene promossa nelle aree di competenza Unione Europea nelle quali tale protezione risulti rilevante. Per garantire la coerenza nei settori di sua competenza dove la vita dell’embrione umano è in gioco, l’UE deve introdurre un divieto e porre fine al finanziamento di attività presupponenti la distruzione di embrioni umani in particolare in tema di ricerca, aiuto allo sviluppo e sanità pubblica.
Dopo la risposta negativa della Commissione Europea ai due milioni di firmatari dell’iniziativa, è stata lanciata una petizione di sostegno affinché l’iniziativa sia presa nuovamente in esame. Firma la petizione di sostegno all’iniziativa “Uno di noi” sul sito europeo www.oneofus.eu per gli esperti del settore politico, sanitario e legale:
Settore politico: vai al sito
Settore sanitario: vai al sito
Settore legale: vai al sito

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