Invito al concorso

Invito al concorso

Cari studenti, cari professori,

anche quest’anno il Movimento per la Vita Italiano vi offre un’importante opportunità. Si tratta della proposta di un concorso europeo per studenti delle scuole superiori e delle università di tutta Italia.

È un’iniziativa molto interessante, consolidata dall’esperienza di oltre trent’anni, accompagnata dal lavoro di numerosi volontari e soprattutto dalla ricca e vivace partecipazione di tante ragazze e di tanti ragazzi. La testimonianza gioiosa di molti giovani concorrenti, oggi adulti, prova l’efficacia di questa iniziativa. Per molti il concorso ha aperto un cammino di crescita ed è stata l’occasione per stringere amicizie nate e coltivate prendendo spunto dal progetto politico più rilevante del nostro tempo: l’Unione Europea.

Se pensiamo ai numeri, la cifra di riferimento si aggira attorno al milione di studenti, di cui oltre 7.000 hanno partecipato ai viaggi conclusivi a Strasburgo presso le istituzioni europee, portandovi il messaggio che l’anima dell’Europa non sono i commerci, l’economia, il mercato, ma i valori propri dell’autentico umanesimo. Sono in gioco la fratellanza, i diritti umani, la pace, la giustizia e al centro vi è l’uguale e inerente dignità di ogni essere umano che, concretamente, si traduce nel riconoscimento del diritto alla vita dal concepimento, cioè dal momento in cui ciascuno di noi “dal nulla è comparso all’esistenza”.

Il concorso europeo, prendendo spunto da varie tematiche, invita a riflettere in profondità su questioni che hanno una grande forza trasformatrice e rigeneratrice; che hanno la capacità di mobilitare energie costruttive per il bene di tutti e di ciascuno; che possono aiutarci a comprendere meglio la direzione da prendere nella nostra vita e anche nella dimensione pubblica e sociale, nazionale e internazionale.

Tutto questo si può capire scorrendo i titoli dei concorsi svolti fino ad oggi. Il tema di quest’anno è originale e significativo: “Papà: niente di più semplice, nulla di più essenziale!”. Bellissimo! È la giusta integrazione del tema dello scorso anno, che era “Avrò cura di te. Il modello della maternità”. Quanto è importante la figura del padre per la crescita dei figli!

La nostra società è caratterizzata da una cultura che non a caso è chiamata “della scissione”, perché “spezza” i legami tra madre e figlio, tra madre e padre e tra padre e figlio. Come se tutto fosse “montabile” e “smontabile” a piacimento. Occorre, invece, ricostruire su più solide e rinnovate basi le alleanze vitali e strutturali di ciascuno di noi. In questa prospettiva il ruolo del padre è davvero importante.

Ed è importante sin dal momento in cui il figlio è “piccino picciò” nel grembo della mamma. Non dobbiamo ignorare le responsabilità dell’uomo in ordine alla generazione dei figli: è fondamentale riconoscere la corresponsabilità essenziale del padre e della madre nell’accoglienza del figlio sin da quando è concepito. È necessario che la figura maschile sia posta al centro del dibattito sulla vita nascente, perché se a una moltitudine di esseri umani viene impedito di nascere è anche a causa della “pressione” di uomini che rifiutano la loro paternità.

A supporto della valorizzazione del maschile nel campo della vita nascente viene anche la campagna “Cuore a cuore” che mette in primo piano il ruolo della donna nella difesa della vita nascente. Ma come si concilia la valorizzazione del maschile con il femminile di “Cuore a cuore”? È il figlio che illumina. Uomo e donna sono alleati per la vita. Perciò gli uomini, anche in quanto parti di una relazione che origina la vita, sono chiamati in causa; perché se è vero che la vita è affidata soprattutto alla madre, è anche vero che non è affidata a lei sola, perché la madre vive in contesti di relazione dove altre persone possono guardare alla sua gravidanza incoraggiandone la prosecuzione oppure premendo per la sua interruzione.

Per questo è importante, importante davvero, che il maschile sia recuperato nella visione integrale di una responsabilità condivisa, anche nei luoghi – come i Centri di Aiuto alla Vita – dove si offrono strumenti e solidarietà per superare gli ostacoli e le difficoltà che indeboliscono il coraggio dell’accoglienza. Uomo e donna; padre e madre: alleati per la vita, appunto.

Buon lavoro!

 

Marina Casini Bandini

Presidente del Movimento per la Vita Italiano